La Redazione

Archivio per 5 Aprile 2007

Laicità dello Stato

In arte e cultura, attualità, chiesa, politica on 5 Aprile 2007 at 17:13

La storia è la storia, la famiglia è la famiglia. E la Costituzione è la Costituzione. Anche se dicono il contrario per escludere la dimensione religiosa dalla vita pubblica, impedendo ai vescovi di perseguire nelle forme dovute l’obiettivo di arrivare a una legislazione piuttosto che ad un’altra. Ripercorriamo la storia. L’art 7 della Costituzione afferma che “Lo stato e la chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani”. E’ doveroso ricordare che già solo questo articolo in realtà documenta la grande influenza che ebbe il magistero cattolico sui costituenti, testimoniata dalla singolare analogia dell’articolo con quanto affermato nell’enciclica di Leone XIII “Immortale Dei”e dai ripetuti riferimenti che i membri dell’assemblea fecero alla suddetta enciclica quale fonte ispiratrice per l’articolo. Inoltre la scelta di non logorare i rapporti con la chiesa fu testimoniata dalla preoccupazione di non usare vocaboli che evocassero ostilità nei suoi confronti, come poteva accadere utilizzando il termine laicità ( il vocabolo è assente nell’articolo). La nozione di laicità venne poi chiarita dalla Corte Costituzionale che con la sentenza dell’ 89 precisò che la laicità non implica indifferenza dello Stato dinanzi alla religione, essa cioè “risponde non a postulati ideologizzati ed astratti di estraneità, ostilità o confessione dello Stato-persona o dei suoi gruppi dirigenti, rispetto alla religione o ad un particolare credo, ma si pone a servizio di concrete istanze della coscienza civile e religiosa dei cittadini”. La Consulta infatti riconobbe che “Il genus (valore della cultura religiosa) e la species (principi del cattolicesimo nel patrimonio storico del popolo italiano) concorrono a descrivere l’attitudine laica dello stato-comunità”. Un punto di vista ragionevole, liberale e laico. A meno che non si voglia considerare il riconoscimento vaticano dell’art 7 come l’accettazione di un ruolo di minorità, che impedirebbe ai vescovi, e solo a loro e non si capisce perchè, di godere dei diritti di libertà di espressione, associazione e organizzazione, garantiti a tutti gli italiani. Per quanto riguarda poi il Concordato lateranense, esso non contiene alcun limite alla libera espressione dell’episcopato su questioni morali che hanno attinenza con l’attualità politica, anzi può essere utile ricordare il seguente articolo: “nell’accedere al presente regolamento della materia matrimoniale la Santa Sede sente l’esigenza di riaffermare il valore immutato della dottrina cattolica sul matrimonio e la sollecitudine della chiesa per la dignità e i valori della famiglia, fondamento della società”. I laici dovrebbero riflettere sul fatto che proprio questa frase, che è l’unica di carattere unilaterale, sia stata introdotta nel testo, assumendo per estensione carattere costituzionale. La storia è la storia.

Forse queste affermazioni risultano un pò difficili da digerire a quanti nella loro ansia acritica ritengono che i vescovi italiani debbano astenersi dal dichiarare e battagliare, ma tant’è. Troppo presi dal loro slancio anticlericale, al punto di diventare così clericali ma così clericali da arrogarsi loro il diritto di definire la laicità di uno stato.

A Biella palazzetto gratis per Beppe Grillo.

In attualità, politica on 5 Aprile 2007 at 17:11

In questi giorni si sta’ consumando un’aspra polemica tra il gruppo di maggioranza del comune di Biella e l’opposizione: l’oggetto della contesa, come succede spesso nei comuni, è l’impiego del denaro pubblico. Purtroppo per i bilanci comunali questi non sono sicuramente tempi di vacche grasse, specie dopo i recenti tagli contenuti nell’ultima legge finanziaria. Tuttavia gli amministratori della cittadina prealpina pur di ospitare un grosso nome dello spettacolo italiano, hanno deciso di concedere gratis il palazzetto dello sport cittadino e di diminuire, in via eccezionale (con un provvedimento per dirla con un termine abusato negli ultimi tempi, ad personam) del 50% la tassa comunale d’affissione. Soldi che verranno immancabilmente a mancare nel bilancio comunale e che ancora una volta dovrà versare il contribuente, ma come si dice in questi casi lo show deve continuare, anzi non deve mancare. E su questo siamo tutti d’accordo. Non è dato sapere se almeno i cittadini godranno di uno sconto sul biglietto d’ingresso, perché il palazzetto fino a prova contraria è ancora “cosa pubblica”. Probabilmente a riportare pace nella Sala Consiliare restituendo il maltolto sarà l’artista, visto che ormai da anni si professa paladino della giustizia. Chi è? Non l’ho ancora detto? Evvabbè… sarebbe bastato recarvi a Biella per scoprirlo, o in bici o in carrozzella, come recitava un famoso spot pubblicitario del passato. Se proprio non riuscite… si tratta di Beppe Grillo! Vi farò poi sapere, visto il sostanzioso risparmio derivato dall’abbono del costo di affitto della struttura, se sconterà o meno il biglietto ai suoi spettatori.

Precari: graduatorie ad esaurimento (ex permanenti)

In attualità, precari, scuola on 5 Aprile 2007 at 16:53

E’ stato emanato il Decreto relativo all’aggiornamento, all’inserimento e all’eventuale cambio di provincia per le graduatorie ad esaurimento dei docenti.  I precari avranno tempo fino al 19 aprile sia per inserirsi ex novo o semplicemente integrare il vecchio punteggio, ma anche scegliere una provincia italiana dove vi sono maggiori possibilità di trovare lavoro.

le novità introdotte dal decreto riguardano anzitutto il doppio punteggio di montagna che non sarà conteggiato, mentre rimane per i servizi prestati nelle piccole isole, nelle scuole penitenziarie e nelle scuole elementari pluriclasse (tuttoscuola.com).
Un’altra novità riguarda i servizi prestati nei paesi dell’unione europea: saranno equiparati ai servizi svolti in Italia. Sempre in tema di servizi, il decreto stabilisce anche che quelli prestati contemporaneamente alla frequenza delle scuole di specializzazione all’insegnamento secondario non potranno più essere valutati.
Unitamente al provvedimento sono allegati i seguenti atti:

a) modello 1 (domanda di aggiornamento/permanenza, trasferimento e
reinserimento);
b) modello 2 (domanda di nuovo inserimento);
c) allegato 4 (diplomi di perfezionamento equiparati ai dottorati di ricerca);
d) allegato 5 (riserve);
e) allegato 6 (preferenze);
f) allegato A ai modelli 1 e 2 (priorità nell’assegnazione di sede – legge n.104/92)

Con la tabella di valutazione dei titoli, approvata con D.M. 27 del 15 marzo 2007 (allegato 2), sono determinati i punteggi limitatamente alla III fascia delle graduatorie ad esaurimento.
Per la I e la II fascia e per le graduatorie di Strumento musicale nella scuola media restano in vigore, rispettivamente, le tabelle approvate con D.M. n. 11/2002 (allegato 1) e la tabella di cui al D.M. n. 123/2000 (allegato 3).

E se Bella Ciao diventasse l’inno della destra liberale italiana?

In arte e cultura, politica on 5 Aprile 2007 at 16:50

Una mattina mi son svegliato… quanti di voi conoscono il testo di questa canzone? Sicuramente la stragrande maggioranza. Si tratta del testo di “Bella Ciao” famoso inno della resistenza italiana ai tempi dell’invasione nazi-fascista. Il testo è un inno alla libertà e narra di una bella donna e della sua ricerca. La musica si pensa risalga alla melodia di un canto popolare dell’800 italiano. La cantavano: le mondine, ma anche bambini, massaie e nobili di quel tempo; insomma proprio come una canzonetta di San Remo dei giorni nostri, tanto era popolare. Durante la resistenza divenne l’inno dei partigiani; oggi la cantano in tutto il mondo, in diverse lingue. In Italia la cantò Santoro al termine di una lunga serie di puntate di televisione di parte e faziosa com’è nel suo solito stile, offrendo ai telespettatori uno spettacolo a dir poco patetico, la cantano nei cortei, negli scioperi e in tutte le manifestazioni di sinistra. Vi parlo di “Bella Ciao” perché nei giorni scorsi è stata al centro di una polemichetta che ha visto coinvolti il “corsivista” Conan del giornale di partito di AN, Secolo D’Italia, alcuni esponenti del suo partito e quelli del partito di Giordano. Conan aveva proposto di estrapolare “Bella Ciao” dal suo contesto storico e di adattarla all’idea liberale propria della Destra Italiana di questi tempi. Com’era prevedibile non sono mancate le proteste più o meno ufficiali, sia da parte degli esponenti del suo partito, sia dagli esponenti di RC che a dirla tutta in questi giorni stanno attraversano una fase di profonda confusione, specie dopo aver votato il finanziamento delle missioni di pace all’estero, da loro da sempre considerate di guerra. Perdere l’inno sarebbe insostenibile persino per i maggiori rappresentanti della nuova era del partito, ma anche dagli esponenti di AN si sono mostrati refrattari. La polemica dunque è stata archiviata con un “non se ne parla nemmeno!” Per quanto mi riguarda credo che “Bella Ciao” sia patrimonio di tutti e da sempre appartenga alla tradizione italiana, dunque non ci vedrei nulla di così scandaloso.

Libori

La salute vien mangiando, sano e genuino.

In alimentazione on 5 Aprile 2007 at 16:46

La buona cucina, sana, genuina, dovrebbe essere una costante sulle nostre tavole, purtroppo non sempre è così. La fretta, il lavoro, gli impegni ci inducono sempre di più al consumo di cibi precotti o in scatola. Tali cibi in genere sono infarciti di sostanze chimiche di ogni genere, dannosi per la nostra salute. Ad incitarne il consumo è la pubblicità pressante trasmessa da tutti i media, per fortuna internet costituisce un’importante fonte di controinformazione rappresentata soprattutto dai tanti food blog presente in rete. L’aggregatore più importante della blogsfera italiana è la Blog Farm di Antonio Tombolini, fratello di Daniele Tombolini, ex arbitro, dove sia io sia Carlo Zaccaria siamo ospitati con due distinti blog. In questi giorni Antonio sta invitando gli utenti della rete ad assaggiare gratis [link] i prodotti della San Lorenzo, azienda da sempre leader nel settore agroalimentare di nicchia italiana, fateci un salto potreste essere scelti proprio voi. Intanto a proposito di genuinità e di nicchia, l’altra sera in cascina Zaccaria ci siamo gustati un altro straordinario risotto ai frutti di mare, preparato con riso Carnaroli di Baraggia, considerato tra i più buoni d’Europa, che non troverete mai nei scaffali dei supermercati mischiato al riso “industriale”, ma solo in questo [link] oppure potete gustarvelo, per chi vive nei pressi di Monza, negli arancini di Dino della gastronomia Concordia, che a quanto pare non riesce più a farne a meno; oppure nei migliori ristoranti del biellese, vercellese e torinese e ovviamente a casa mia. Vi basterà farvi invitare. Intanto pubblico il video della preparazione dell’ultimo risotto, sappiamo che ormai sono seguitissimi e addirittura molte signore della rete riproducono esattamente le ricette. Buona visione.

guida alla compilazione delle domande (ex permanenti)

In precari, scuola on 5 Aprile 2007 at 16:06

 

La Gilda degli insegnanti ha redatto una guida per compilare i moduli relativi all’inserimento o aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento ex permanenti. Cliccando questo [link] si apre un file in pdf che all’occorrenza potrete stampare.

Insegnanti sotto assedio!

In attualità, scuola on 5 Aprile 2007 at 16:01


Un tempo le famiglie guardavano ai professori come ad autorità indiscusse, a maestri di vita per i propri figli, oggi non è più così. I genitori scelgono di stare a fianco ai propri figli anche quando hanno torto. Non riescono più ad esercitare la difficile arte dell’educazione, il loro ruolo si è trasformato in quello di avvocati o di sindacalisti dei propri ragazzi. Inoltre gli insegnanti a causa di alcune riforme figlie di un berlinguerismo sfrenato (si potrebbe parlare di deriva berlingueriana) che hanno prodotto un “volemose bene” forzato tra docenti e discenti, non hanno più i mezzi necessari per trasmettere ai propri studenti il concetto di rispetto delle regole. E dire che la missione educativa della scuola dovrebbe iniziare proprio dalle regole e dal rispetto di esse. Oggi la classe docente italiana è in sofferenza, lo dimostra la sindrome del burnout che ogni giorno conta sempre più nuovi adepti. Il mestiere dell’insegnante, un tempo più bello del mondo, ha subito una metamorfosi profonda, trasformandosi in lavoro usurante. La tanto osannata Autonomia Scolastica ha sovraccaricato di lavoro la classe docente che è costretta farsi carico oltre delle difficoltà pedagogiche di mansioni burocratiche un tempo inesistenti le quali sottraggono ulteriori energie all’insegnamento. E poi le circolari, le riunioni infinite, i progetti da presentare, le famiglie insoddisfatte, il telefonino che squilla in classe, il bullo che non manca mai, un brutto voto in pagella per scatenare la furia di una ragazza e della sua mamma contro l’insegnante (vedi Bari e Siracusa). E allora caro ministro finiamola di riempirci la bocca di belle parole, mettiamo mano per una volta alla scuola non come al solito per tagliare risorse, ma piuttosto per ridare dignità agli insegnanti, dotandoli degli strumenti necessari per affrontare al meglio la propria professione.

il governo tagliava e i sindacati dormivano

In attualità on 5 Aprile 2007 at 15:55

Questo doveva essere il governo del rilancio della scuola italiana, almeno a parole. Invece oggi stiamo constatando che le promesse in realtà non erano altro che chiacchiere elettorali! Dopo l’allarme lanciato dai sindacati e genitori della regione Emilia Romagna [link] e quelli della Liguria [link], circa il taglio del tempo pieno e delle risorse alla scuola, al coro si sono aggiunti i toscani [link]. I segretari provinciali di Flc Cgil, Cisl Scuola, e Uil Scuola, in un comunicato congiunto hanno denunciato i pesanti tagli di “Fioroni Mani di Forbice” (slogan coniato dai COBAS-Scuola [link]che in tempi non sospetti avevano denunciato le intenzioni del governo) nel documento si legge: sono stati effettuati tagli agli organici del personale docente su tutto il territorio nazionale. Tagli che per la Toscana, e per la provincia di Firenze in particolare, risultano insostenibili, perché impediscono il normale svolgimento dell’attività scolastica, costringono i Collegi docenti e i dirigenti scolastici ad impostare “programmazioni orarie per la copertura del servizio restrittive, fantasiose e assolutamente inefficaci per l’utenza”. Rivendicazioni sacrosante, ma la cosa che ogni volta mi lascia perplesso è il ritardo che caratterizza l’azione dei sindacati che più che confederali ormai sembrano “governativi”.

I COBAS, quando i tecnici scrivevano la Finanziaria sotto dettatura di Padoa Schioppa & Co., già denunciavano la volontà politica di tagliare risorse alla Scuola. E’ mai possibile che tre organizzazioni del calibro di Cgil, Cisl e Uil non se ne accorgevano? O in realtà facevano finta di non accorgersene? Erano molto attenti invece alla legge di riforma del TFR, chissà come mai… Certamente se si fosse fatto uno sciopero in quel periodo forse la Scuola qualcosa avrebbe ottenuto. Indirlo per il 13 aprile a giochi già fatti, farà solo perdere una giornata lavorativa al comparto, con relativa perdita economica, e non si otterrà un bel niente! Bravi!