La Scuola del PDL non ci piace.
Non vogliamo criticare tout court le dichiarazioni dell’ex sottosegretario all’Istruzione Valentina Aprea, ma piuttosto è nostra intenzione evidenziare quelle che, secondo noi, sono le incongruenze in esse contenute. Se le intenzioni diventassero legge dello Stato, dunque riforma del sistema Istruzione, si verrebbe a configurare una scuola che avrebbe ben poco di statale e molto di privato. E finiamola una volta e per tutte di sostenere che il privato funziona meglio del pubblico perché non è così e per rendersene conto basta dare un’occhiata alle centinaia di diplomifici a pagamento presenti nel nostro Paese.
Delle dichiarazioni dell’ex sottosegretario Valentina Aprea:
- Non ci piace che i dirigenti scolastici potranno assumere a loro piacimento i docenti. Si verrebbe a creare un sistema basato sul clientelismo sfrenato che non porterebbe qualità nella scuola, anzi. Siamo invece d’accordo a rivedere il sistema di reclutamento che punti soprattutto alle vere competenze dei docenti.
- Non ci piace l’idea paventata dalla responsabile scuola del PDL di attribuire premi di produzione ai docenti dei professionali, l’insegnamento non è merce e non lo sono neanche i discenti. Siamo invece per ridare dignità alla classe docente restituendogli quel ruolo di prestigio del passato che era servito a formare le classi dirigenti che hanno fatto grande il Paese.
- Non ci piacciono i tagli annunciati, la scuola in questi ultimi 10 anni ha subito tagli pesantissimi, è quasi al collasso. Molte scuole elementari fanno la colletta tra i genitori per acquistare persino la carta igienica e l’ex sottosegretario ci parla di “riqualificare la spesa per l’istruzione, oggi tra le più alte”. Chissà di quale scuola sta parlando.
- Siamo per il potenziamento dell’istruzione tecnica e professionale vero volano per la crescita economica ed industriale del Paese. Siamo per la didattica dei laboratori vero punto di incontro tra il sapere e il saper fare.
Auspichiamo che il nuovo esecutivo metta al centro della Sua politica proprio il tema della Scuola, riqualificandola e ripristinando quei finanziamenti che servivano a migliorare la qualità dell’Istruzione del Paese.
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