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24 mercoledì nov 2010
Posted in campionato di calcio
24 mercoledì nov 2010
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25 martedì mar 2008
Una notizia come quella che
riportiamo dovrebbe occupare le prime pagine di tutti i quotidiani italiani, se non altro per essere dibattuta, invece niente. Il dibattito non interessa.
Giorni fa (17 marzo) è stata intercettata, dagli agenti della polizia penitenziaria in servizio presso il carcere di Rebibbia, una lettera dove si leggeva che la mafia “ordina” ai familiari, e supponiamo agli affiliati, di votare Sinistra Critica e Sinistra Arcobaleno. A rendere nota la notizia è stato solo il quotidiano Il Tempo, secondo il quale la missiva invita a votare quei “partiti che hanno parlamentari che visitano spesso le prigioni”. In effetti, gli uomini della cosiddetta sinistra radicale da sempre si battono per eliminare l’ergastolo, molti sono stati gli incontri con esponenti parlamentari autorizzati alle visite in carcere per discutere appunto di rivedere la legge che sancisce l’ergastolo per i reati più gravi. Da qui l’invito al voto è quanto mai esplicito: “Facciamo votare Sinistra critica e Sinistra Arcobaleno”. La motivazione è spiegata poche righe prima. “Indirizziamo i voti dei nostri familiari per quel partito o schieramento che ha messo nei primi posti della sua attenzione il problema del carcere… per l’uscita del nuovo codice e per l’abolizione del regime di tortura 41 bis”. Il segretario generale dell’Osapp che rappresenta gli agenti penitenziari, Leo Beneduci, stigmatizza l’accaduto. Il fatto che una simile lettera sia stata intercettata “dimostra che il regime del 41 bis funziona – spiega Bendeuci – e questo lo si deve senz’altro all’impegno costante degli uomini e delle donne della polizia penitenziaria”.
24 lunedì mar 2008
Tag
alleanza nazionale, disagio, elezioni, fini, forza italia, la destra, lettera, politica, santanchè, storace
Non è la prima volta che utenti
di A Ruota Libera si rivolgono a noi per uno sfogo o più semplicemente per esprimere la propria posizione in merito a scelte politiche, o vicissitudini che toccano più in generale la società. Oggi mi scrive un caro amico impegnato in politica. E’ una lettera per certi aspetti amara, ma nello stesso tempo sensata soprattutto in questo delicato momento della politica italiana. Pubblico il testo senza citarne l’autore, ma la pubblico dopo aver incassato la sua autorizzazione:
Caro Liborio, ti scrivo in preda ad un senso di sconforto e di impotenza che mi ha colto da alcune settimane. Scrivo a te in ragione della nostra amicizia e dei preziosi consigli che in virtù della tua spiccata imparzialità mi hai sempre saputo dare. Conosci benissimo la mia posizione e quanto ho fatto per far crescere a livello locale AN. Sai benissimo quanti bocconi amari io abbia dovuto mandar giù in questi anni e quanto impegno io ci abbia messo per costruire un gruppo che ora sta prendendo una strada che a me sembra in antitesi alla nostra natura e alle nostre convinzioni. E’ solo in ragione dell’impegno che ho profuso in questi anni se sono ancora in questo partito che pur sentendo mio viene diretto da persone che prima di intraprendere una strada non consultano la base, le persone che a livello locale mettono faccia e impegno. Sono deluso, ma non posso abbandonare quello che ho costruito in questi anni. Votare PDL non ci riesco, non ce la faccio a votare Forza Italia, siamo da sempre alleati, ma ci separano divergenze che io voglio ribadire e non cercare di appianare. Voterò La Destra, ho già deciso e ti assicuro che non tornerò per nessuna ragione sui miei passi. Lo farò di nascosto, tradendo la mia sincerità politica come i leader del mio partito hanno tradito il nostro credo.
Chiedo la tua opinione, uno dei tuoi consigli da amico. Lasciare An per il momento non posso, ho lavorato troppo per questo partito e oggi anche se mi sento separato in casa non posso lasciare quello che ho costruito.
Risposta: Conosco l’impegno che hai profuso per la crescita di AN e i bocconi amari, come tu stesso hai sottolineato, che hai dovuto ingoiare. Oggi i tuoi stessi dubbi li hanno molti militanti dell’ex partito dei DS che non hanno avuto il coraggio di passare con la Sinistra Arcobaleno perché non si sentono così di sinistra, ma neanche così di centro come il PD. Questi politici, come te, nel giro di qualche mese hanno visto “svendere” quegli ideali (e penso ad esempio a Gavino Angius) per sposare una causa che li porta lontani dalle loro radici, dal loro credo.
E’ tutto questo “trasformismo” politico, chiamato “ammodernamento” che non va. Non va in ragione del fatto che si corre a briglie sciolte verso un centro che in realtà non esiste. Non esiste nella maniera che intendono loro, perché la politica è cambiata, perché la società è cambiata, perché il mondo stesso è cambiato. Ma loro corrono lo stesso, perché è una corsa nuova. Allora che fare? Eh? Che fare… Ti dico già che molti non andranno a votare, altri si stanno aggrappando a movimenti nuovi, altri si tureranno il naso e voteranno lo stesso, altri ancora seguiranno il proprio cuore, ed è proprio ciò che consiglio a te, segui il tuo cuore e vota il partito che più rappresenta le tue idee.
21 venerdì mar 2008
Posted in attualità, economia e finanza, impresa lavoro, politica
Nel nostro paese le campagne
elettorali sono sempre state caratterizzate da fiumi di promesse fatte agli elettori e poi mai mantenute. Celebre è stata la promessa di Berlusconi del milione di nuovi posti di lavoro, realizzata solo in parte, e quella dell’attuale governo in carica che in campagna elettorale promise di non alzare le tasse e poi invece le ha rese insopportabili per le tasche di qualunque cittadino.
Insomma una serie di “balle” elettorali che hanno lo scopo di “saccheggiare” i consensi degli italiani per poi come al solito fare i propri interessi di bottega.Anche l’attuale campagna elettorale non è da meno e fra le tante promesse fatte, più o meno credibili, c’è ne una che, ahimè, più che altro pare una gaffe perché dimostra la scarsa conoscenza del sistema Italia da parte del PD e del suo candidato premier Walter Veltroni.
Mi riferisco alla promessa fatta ai giovani di garantire a tutti un salario minimo di 1100 euro, una promessa che la ministra Melandri sbandiera nelle tv come la soluzione per i precari, non rendendosi probabilmente neppure conto ma ripetendo il programma del partito. Per carità sarebbe bello e magari più facile da attuare se la nostra economia fosse in piena ripresa, se il sistema Paese funzionasse, se gli sprechi non esistessero e se chi lavora già avesse un salario che gli garantisse di vivere dignitosamente, però come sappiamo non è affatto così.
La cosa che fa riflettere è che il PD con questa proposta non solo dimostra di non conoscere la situazione salariale nel nostro Paese, ma non si rendono conto che imporre una politica di questo genere potrebbe essere addirittura controproducente e lo dimostrano le dichiarazioni degli stessi datori di lavoro i quali hanno già fatto riflettere che così si innesca un meccanismo di licenziamenti indotti e pericolosissimi. Al posto di tre dipendenti se ne finirà per assumere solo uno.
18 lunedì feb 2008
Posted in arte e cultura, curiosità, divagando
Voto destra o voto sinistra, voto centro-destra o voto centro-sinistra? Chissà quante volte se lo sarà chiesto e alla fine ha deciso di mettere nero su bianco, anzi, no di mettere olio su tela. Si tratta di un artista milanese di Ripa di Porta Ticinese che ha deciso di riprodurre su tela il più classico degli annunci, mettendo però come oggetto della vendita il proprio voto. L’autore dell’insolito quadro si chiama Carlo Cecaro, classe 1962, che dopo le recenti vicissitudini della politica italiana ha voluto esprimere il suo personalissimo stato d’animo con un’opera provocatoria. «Vendesi voto di preferenza elettorale. Seminuovo, in cattivo Stato. Astenersi perditempo». Chissà se la casta pur di assicurarsi la preferenza dell’artista manderà un suo emissario per aggiudicarsi l’opera…
15 venerdì feb 2008
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Povero Fausto, sedotto ed
abbandonato da Prodi con l’intero partito di Rifondazione Comunista, ha preso finalmente coscienza che Veltroni non lo vuole tra i “maroni”. Lo spunto è stato l’accordo che il PD ha fatto con il partito di Antonio Di Pietro. Secondo il “parolaio rosso” è l’ennesima dimostrazione di “incoerenza” di Veltroni. Ma ne ha anche per Berlusconi perché ha avuto il coraggio di lanciare un appello per il “voto utile” in favore di un rischioso “duopolio”.
Caduto il governo Prodi, che con la scusa dell’antiberlusconismo ha fatto ingoiare rospi a Bertinotti & co. facendogli votare provvedimenti che vanno esattamente nella direzione opposta dello spirito di sinistra come ad esempio le missioni all’estero, dalla Cosa Rossa muovono precise accuse contro il PD reo – a loro dire – di aver affossato il precedente governo.
In verità i sospetti su Veltroni risalgono all’inizio del dialogo con Berlusconi sulla legge elettorale. Da allora si sono progressivamente infittiti, e per Bertinotti si è fatto strada il timore di un “inciucio” sottobanco. Ma il candidato premier della Sinistra Arcobaleno punta il dito anche contro l’accordo stipulato con l’Idv: un accordo che anche la sua formazione aveva tentato di chiudere, ma senza trovare ascolto. “Il Pd deve giustificare all’esterno una scelta incomprensibile dopo aver parlato di omogeneità di programma”, dichiara, sottolineando la “contraddizione” che esplose proprio all’inizio della legislatura a proposito della legge sull’indulto. Quindi, conclude pungente Bertinotti, “mi pare che sia un’alleanza che rende meno limpida la scelta ambiziosa del Pd di correre da solo”. Insomma, dalle prime fasi di questa lunga campagna elettorale abbiamo capito che si caratterizzerà per un feroce gioco al massacro del “tutti contro tutti”.
23 domenica dic 2007
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In un Paese come il
nostro, le contraddizioni sono divenute la normalità. Ormai più nessuno si indigna, tutto si accetta. Si accetta che un magistrato solo perché ha inciampato laddove non doveva e nessuno osava, viene prima richiamato, poi trasferito e infine dipinto come uno “pazzo”. Succede che un Generale, viene prima attaccato da un Ministro in Parlamento senza possibilità di difesa, poi accusato di usare impropriamente i mezzi dello Stato, poi sostituito e reintegrato con sentenza del TAR, al punto che alla fine, questo si dimette. Succede che un altro magistrato ha il coraggio, in questo Paese pieno di contraddizioni, di indagare un Ministro e di trovare indizi che portano fino al Presidente del Consiglio. Quel Ministro ne chiede il trasferimento d’urgenza in via cautelare, gli manda le ispezioni in procura, e il Procuratore Generale dispone ne l’avocazione per una delle indagini, la più delicata. Da ultimo, il CSM, ha rigettato il ricorso del magistrato in quanto soggetto non legittimato a proporlo. Le stranezze non finiscono qui, persino il bravissimo “segugio” di questo magistrato, un capitano dell’Arma, giovane e dotato di fiuto infallibile, viene trasferito in un’altra Regione, per comandare un’altra compagnia. Viva l’Italia!
24 mercoledì ott 2007
Posted in politica
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appello, biella, marco sansoè, politica, PRC, scuola, segretario
Marco Sansoè è un
mio valido collega impegnato politicamente in Rifondazione Comunista, mi ha inviato via mail l’appello/riflessione che segue.
Mentre milioni di giovani affrontano tutti i giorni la propria condizione incerta di studenti poco qualificati, spesso ignoranti, in attesa di diventare disoccupati e precari; di disoccupati o occupati precari per molti anni o per sempre; di occupati a tempo indeterminato in equilibrio sull’asse di un economia (capitalistica) sempre più incapace di produrre, e distribuire, ricchezza. Mentre accade tutto questo la politica parla di se stessa, discute della propria onestà e si fa guerra per darsi una patente di rispettabilità, inseguendo il sogno della sicurezza totale, della giustizia giusta: un orgia autoreferenziale e impotente!
Troppo facile e stupido chiedere “giustizia e ordine” in un mondo in cui regnano ingiustizia sociale e sperequazioni sempre più evidenti, che riempiono le carceri di disperati che vi restano perché poveri.
Mentre l’evasione fiscale, lo “strozzinaggio” bancario, l’indifferenza per le sorti dell’ambiente, la ricerca esasperata della riduzione del costo del lavoro sono gli strumenti utili per rafforzare il peso economico dell’impresa, che non sa investire, che non sa innovare ma chiede “flessibilità” che vuol dire “precarietà”. Mentre questa appare la sola strada per raggiungere il potere economico… accade che Di Pietro e Mastella litigano di “giustizia e ordine”, il governo vara un “piano sicurezza”, all’unico scopo, i primi di rubarsi gli elettori, il secondo di contenere la perdita di consensi !
Non c’è un progetto, non c’è discontinuità con le politiche economiche del passato. Si fa finta di ascoltare ma ci si guarda la pancia, si fa bassa ragioneria invece di programmazione politica, si risparmia invece di investire, si contraggono i salari e gli stipendi invece di allargare l’accesso ai consumi, si fa della “legalità” ipocrita invece della solidarietà… Continua a leggere »
29 sabato set 2007
Da ragazzino uno dei miei
cartoni preferiti era “I Fantastici Quattro”. Mi tranquillizzava sapere che al mondo esistevano degli esseri speciali dotati di super poteri che in caso di pericolo li avrebbero utilizzati per difendere il Pianeta. Crescendo, ahimé, mi sono reso conto che in realtà i personaggi erano nati dalla matita di un disegnatore. Insomma non esistevano e la cosa mi ha lasciato un po’ d’amaro in bocca. Però passando gli anni ho scoperto che nel mondo, e soprattutto in Italia, esistono uomini dotati degli stessi poteri de “I Fantastici Quattro” con la differenza che non sempre li utilizzano a fin di bene. Mi riferisco ovviamente alla classe politica. La “Casta” per alcuni, “i nostri dipendenti” per altri. Ebbene tra i tanti dotati di super poteri ce né uno che riesce a battere persino il super Grillo: Massimino D’Alema, attuale ministro degli Esteri italiano. Come certamente ricorderete nei mesi scorsi nelle indagini condotte dal serissimo PM di Milano Clementina Forleo si scoprì che D’Alema tifava, forse fin troppo, affinché il potente gruppo economico di area centro-sinistra riuscisse nella scalata di Antonveneta-Bnl-Rcs (clicca qui). Analizzate le intercettazioni telefoniche e – secondo la Magistratura – trovati degli elementi per procedere la Procura di Milano ha richiesto l’autorizzazione alla Giunta per le autorizzazioni di Montecitorio che però ha dato parere positivo per Fassino e negativo per il Super D’Alema lasciandoci tutti increduli. E io che credevo che i superpoteri fossero frutto solo della fantasia dei disegnatori…
27 mercoledì giu 2007
Mancano poche ore all’annuncio che
Walter Veltroni guiderà il Partito Democratico Italiano. Veltroni è sicuramente una delle persone più indicate a ricoprire questo ruolo, anche se a nostro avviso Franceschini sarebbe stato, specie in questa fase, l’uomo giusto per traghettare le neo forze democristiane del Partito Democratico. Perché è innegabile che il progetto è proprio quello di catturare i voti dei cattolici moderati per poi sposarli con quelli della sinistra radicale. Ma è una nostra valutazione, soprattutto perché non vorremmo che il miglior uomo dell’area democratica del centro-sinistra fosse bruciato per poi lasciare spazio ai soliti volponi.
Il quesito però che vogliamo porci in questo momento e che vogliamo porre ai nostri lettori riguarda la compatibilità dell’incarico che Veltroni sta per accettare con la carica di sindaco della nostra capitale Roma. In sostanza, può il sindaco di una città grande e importante come Roma assumere un incarico di questo tipo con tutti gli impegni ad esso connessi? Non rischia così Veltroni di “trascurare” o meglio dedicare meno tempo all’impegno che ha preso con i propri elettori di Roma. Non rischia Veltroni, assumendo la guida del PDI di venir meno tutti gli impegni presi in campagna elettorale? Continua a leggere »