La Redazione

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I condannati al 41 bis: votate la Sinistra.

In attualità, curiosità, divagando, politica, violenza on 25 Marzo 2008 at 13:43

Una notizia come quella che riportiamo dovrebbe occupare le prime pagine di tutti i quotidiani italiani, se non altro per essere dibattuta, invece niente. Il dibattito non interessa.

Giorni fa (17 marzo) è stata intercettata, dagli agenti della polizia penitenziaria in servizio presso il carcere di Rebibbia, una lettera dove si leggeva che la mafia “ordina” ai familiari, e supponiamo agli affiliati, di votare Sinistra Critica e Sinistra Arcobaleno. A rendere nota la notizia è stato solo il quotidiano Il Tempo, secondo il quale la missiva invita a votare quei “partiti che hanno parlamentari che visitano spesso le prigioni”. In effetti, gli uomini della cosiddetta sinistra radicale da sempre si battono per eliminare l’ergastolo, molti sono stati gli incontri con esponenti parlamentari autorizzati alle visite in carcere per discutere appunto di rivedere la legge che sancisce l’ergastolo per i reati più gravi. Da qui l’invito al voto è quanto mai esplicito: “Facciamo votare Sinistra critica e Sinistra Arcobaleno”. La motivazione è spiegata poche righe prima. “Indirizziamo i voti dei nostri familiari per quel partito o schieramento che ha messo nei primi posti della sua attenzione il problema del carcere… per l’uscita del nuovo codice e per l’abolizione del regime di tortura 41 bis”. Il segretario generale dell’Osapp che rappresenta gli agenti penitenziari, Leo Beneduci, stigmatizza l’accaduto. Il fatto che una simile lettera sia stata intercettata “dimostra che il regime del 41 bis funziona – spiega Bendeuci – e questo lo si deve senz’altro all’impegno costante degli uomini e delle donne della polizia penitenziaria”.

Lettera di un lettore/amico: Sono di Alleanza Nazionale ma non ce la faccio a votare Forza Italia.

In attualità, politica on 24 Marzo 2008 at 20:02

Non è la prima volta che utenti di A Ruota Libera si rivolgono a noi per uno sfogo o più semplicemente per esprimere la propria posizione in merito a scelte politiche, o vicissitudini che toccano più in generale la società. Oggi mi scrive un caro amico impegnato in politica. E’ una lettera per certi aspetti amara, ma nello stesso tempo sensata soprattutto in questo delicato momento della politica italiana. Pubblico il testo senza citarne l’autore, ma la pubblico dopo aver incassato la sua autorizzazione:

Caro Liborio, ti scrivo in preda ad un senso di sconforto e di impotenza che mi ha colto da alcune settimane. Scrivo a te in ragione della nostra amicizia e dei preziosi consigli che in virtù della tua spiccata imparzialità mi hai sempre saputo dare. Conosci benissimo la mia posizione e quanto ho fatto per far crescere a livello locale AN. Sai benissimo quanti bocconi amari io abbia dovuto mandar giù in questi anni e quanto impegno io ci abbia messo per costruire un gruppo che ora sta prendendo una strada che a me sembra in antitesi alla nostra natura e alle nostre convinzioni. E’ solo in ragione dell’impegno che ho profuso in questi anni se sono ancora in questo partito che pur sentendo mio viene diretto da persone che prima di intraprendere una strada non consultano la base, le persone che a livello locale mettono faccia e impegno. Sono deluso, ma non posso abbandonare quello che ho costruito in questi anni. Votare PDL non ci riesco, non ce la faccio a votare Forza Italia, siamo da sempre alleati, ma ci separano divergenze che io voglio ribadire e non cercare di appianare. Voterò La Destra, ho già deciso e ti assicuro che non tornerò per nessuna ragione sui miei passi. Lo farò di nascosto, tradendo la mia sincerità politica come i leader del mio partito hanno tradito il nostro credo.

Chiedo la tua opinione, uno dei tuoi consigli da amico. Lasciare An per il momento non posso, ho lavorato troppo per questo partito e oggi anche se mi sento separato in casa non posso lasciare quello che ho costruito.

Risposta: Conosco l’impegno che hai profuso per la crescita di AN e i bocconi amari, come tu stesso hai sottolineato, che hai dovuto ingoiare. Oggi i tuoi stessi dubbi li hanno molti militanti dell’ex partito dei DS che non hanno avuto il coraggio di passare con la Sinistra Arcobaleno perché non si sentono così di sinistra, ma neanche così di centro come il PD. Questi politici, come te, nel giro di qualche mese hanno visto “svendere” quegli ideali (e penso ad esempio a Gavino Angius) per sposare una causa che li porta lontani dalle loro radici, dal loro credo.

E’ tutto questo “trasformismo” politico, chiamato “ammodernamento” che non va. Non va in ragione del fatto che si corre a briglie sciolte verso un centro che in realtà non esiste. Non esiste nella maniera che intendono loro, perché la politica è cambiata, perché la società è cambiata, perché il mondo stesso è cambiato. Ma loro corrono lo stesso, perché è una corsa nuova. Allora che fare? Eh? Che fare… Ti dico già che molti non andranno a votare, altri si stanno aggrappando a movimenti nuovi, altri si tureranno il naso e voteranno lo stesso, altri ancora seguiranno il proprio cuore, ed è proprio ciò che consiglio a te, segui il tuo cuore e vota il partito che più rappresenta le tue idee.

La “balla” elettorale di Veltroni: il salario minimo garantito.

In attualità, economia e finanza, impresa lavoro, politica on 21 Marzo 2008 at 14:00

Nel nostro paese le campagne elettorali sono sempre state caratterizzate da fiumi di promesse fatte agli elettori e poi mai mantenute. Celebre è stata la promessa di Berlusconi del milione di nuovi posti di lavoro, realizzata solo in parte, e quella dell’attuale governo in carica che in campagna elettorale promise di non alzare le tasse e poi invece le ha rese insopportabili per le tasche di qualunque cittadino.

Insomma una serie di “balle” elettorali che hanno lo scopo di “saccheggiare” i consensi degli italiani per poi come al solito fare i propri interessi di bottega.Anche l’attuale campagna elettorale non è da meno e fra le tante promesse fatte, più o meno credibili, c’è ne una che, ahimè, più che altro pare una gaffe perché dimostra la scarsa conoscenza del sistema Italia da parte del PD e del suo candidato premier Walter Veltroni.

Mi riferisco alla promessa fatta ai giovani di garantire a tutti un salario minimo di 1100 euro, una promessa che la ministra Melandri sbandiera nelle tv come la soluzione per i precari, non rendendosi probabilmente neppure conto ma ripetendo il programma del partito. Per carità sarebbe bello e magari più facile da attuare se la nostra economia fosse in piena ripresa, se il sistema Paese funzionasse, se gli sprechi non esistessero e se chi lavora già avesse un salario che gli garantisse di vivere dignitosamente, però come sappiamo non è affatto così.

La cosa che fa riflettere è che il PD con questa proposta non solo dimostra di non conoscere la situazione salariale nel nostro Paese, ma non si rendono conto che imporre una politica di questo genere potrebbe essere addirittura controproducente e lo dimostrano le dichiarazioni degli stessi datori di lavoro i quali hanno già fatto riflettere che così si innesca un meccanismo di licenziamenti indotti e pericolosissimi. Al posto di tre dipendenti se ne finirà per assumere solo uno.

Voto destra o voto sinistra… bhoooo

In arte e cultura, curiosità, divagando on 18 Febbraio 2008 at 21:46

Voto destra o voto sinistra, voto centro-destra o voto centro-sinistra? Chissà quante volte se lo sarà chiesto e alla fine ha deciso di mettere nero su bianco, anzi, no di mettere olio su tela. Si tratta di un artista milanese di Ripa di Porta Ticinese che ha deciso di riprodurre su tela il più classico degli annunci, mettendo però come oggetto della vendita il proprio voto. L’autore dell’insolito quadro si chiama Carlo Cecaro, classe 1962, che dopo le recenti vicissitudini della politica italiana ha voluto esprimere il suo personalissimo stato d’animo con un’opera provocatoria. «Vendesi voto di preferenza elettorale. Seminuovo, in cattivo Stato. Astenersi perditempo». Chissà se la casta pur di assicurarsi la preferenza dell’artista manderà un suo emissario per aggiudicarsi l’opera…

Fausto Bertinotti, il sedotto ed abbandonato

In attualità, politica on 15 Febbraio 2008 at 21:18

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Povero Fausto, sedotto ed abbandonato da Prodi con l’intero partito di Rifondazione Comunista, ha preso finalmente coscienza che Veltroni non lo vuole tra i “maroni”. Lo spunto è stato l’accordo che il PD ha fatto con il partito di Antonio Di Pietro. Secondo il “parolaio rosso” è l’ennesima dimostrazione di “incoerenza” di Veltroni. Ma ne ha anche per Berlusconi perché ha avuto il coraggio di lanciare un appello per il “voto utile” in favore di un rischioso “duopolio”.

Caduto il governo Prodi, che con la scusa dell’antiberlusconismo ha fatto ingoiare rospi a Bertinotti & co. facendogli votare provvedimenti che vanno esattamente nella direzione opposta dello spirito di sinistra come ad esempio le missioni all’estero, dalla Cosa Rossa muovono precise accuse contro il PD reo – a loro dire – di aver affossato il precedente governo.

In verità i sospetti su Veltroni risalgono all’inizio del dialogo con Berlusconi sulla legge elettorale. Da allora si sono progressivamente infittiti, e per Bertinotti si è fatto strada il timore di un “inciucio” sottobanco. Ma il candidato premier della Sinistra Arcobaleno punta il dito anche contro l’accordo stipulato con l’Idv: un accordo che anche la sua formazione aveva tentato di chiudere, ma senza trovare ascolto. “Il Pd deve giustificare all’esterno una scelta incomprensibile dopo aver parlato di omogeneità di programma”, dichiara, sottolineando la “contraddizione” che esplose proprio all’inizio della legislatura a proposito della legge sull’indulto. Quindi, conclude pungente Bertinotti, “mi pare che sia un’alleanza che rende meno limpida la scelta ambiziosa del Pd di correre da solo”. Insomma, dalle prime fasi di questa lunga campagna elettorale abbiamo capito che si caratterizzerà per un feroce gioco al massacro del “tutti contro tutti”.

Quante contraddizioni in Italia

In attualità, curiosità, politica on 23 Dicembre 2007 at 13:22

In un Paese come ilnostro, le contraddizioni sono divenute la normalità. Ormai più nessuno si indigna, tutto si accetta. Si accetta che un magistrato solo perché ha inciampato laddove non doveva e nessuno osava, viene prima richiamato, poi trasferito e infine dipinto come uno “pazzo”. Succede che un Generale, viene prima attaccato da un Ministro in Parlamento senza possibilità di difesa, poi accusato di usare impropriamente i mezzi dello Stato, poi sostituito e reintegrato con sentenza del TAR, al punto che alla fine, questo si dimette. Succede che un altro magistrato ha il coraggio, in questo Paese pieno di contraddizioni, di indagare un Ministro e di trovare indizi che portano fino al Presidente del Consiglio. Quel Ministro ne chiede il trasferimento d’urgenza in via cautelare, gli manda le ispezioni in procura, e il Procuratore Generale dispone ne l’avocazione per una delle indagini, la più delicata. Da ultimo, il CSM, ha rigettato il ricorso del magistrato in quanto soggetto non legittimato a proporlo. Le stranezze non finiscono qui, persino il bravissimo “segugio” di questo magistrato, un capitano dell’Arma, giovane e dotato di fiuto infallibile, viene trasferito in un’altra Regione, per comandare un’altra compagnia. Viva l’Italia!

Dopo il 20 ottobre, l’appello di Marco Sansoè segretario provinciale del PRC

In politica on 24 Ottobre 2007 at 22:28

Marco Sansoè è un mio valido collega impegnato politicamente in Rifondazione Comunista, mi ha inviato via mail l’appello/riflessione che segue.

Mentre milioni di giovani affrontano tutti i giorni la propria condizione incerta di studenti poco qualificati, spesso ignoranti, in attesa di diventare disoccupati e precari; di disoccupati o occupati precari per molti anni o per sempre; di occupati a tempo indeterminato in equilibrio sull’asse di un economia (capitalistica) sempre più incapace di produrre, e distribuire, ricchezza.  Mentre accade tutto questo la politica parla di se stessa, discute della propria onestà e si fa guerra per darsi una patente di rispettabilità, inseguendo il sogno della sicurezza totale, della giustizia giusta: un orgia autoreferenziale e impotente!

Troppo facile e stupido chiedere “giustizia e ordine” in un mondo in cui regnano ingiustizia sociale e sperequazioni sempre più evidenti, che riempiono le carceri di disperati che vi restano perché poveri.

Mentre l’evasione fiscale, lo “strozzinaggio” bancario, l’indifferenza per le sorti dell’ambiente, la ricerca esasperata della riduzione del costo del lavoro sono gli strumenti utili per rafforzare il peso economico dell’impresa, che non sa investire, che non sa innovare ma chiede “flessibilità” che vuol dire “precarietà”. Mentre questa appare la sola strada per raggiungere il potere economico… accade che Di Pietro e Mastella litigano di “giustizia e ordine”, il governo vara un “piano sicurezza”, all’unico scopo, i primi di rubarsi gli elettori, il secondo di contenere la perdita di consensi !

Non c’è un progetto, non c’è discontinuità con le politiche economiche del passato. Si fa finta di ascoltare ma ci si guarda la pancia, si fa bassa ragioneria invece di programmazione politica, si risparmia invece di investire, si contraggono i salari e gli stipendi invece di allargare l’accesso ai consumi, si fa della “legalità” ipocrita invece della solidarietà… Read the rest of this entry »

I super poteri di D’Alema.

In attualità, politica on 29 Settembre 2007 at 12:41

Da ragazzino uno dei miei cartoni preferiti era “I Fantastici Quattro”. Mi tranquillizzava sapere che al mondo esistevano degli esseri speciali dotati di super poteri che in caso di pericolo li avrebbero utilizzati per difendere il Pianeta. Crescendo, ahimé, mi sono reso conto che in realtà i personaggi erano nati dalla matita di un disegnatore. Insomma non esistevano e la cosa mi ha lasciato un po’ d’amaro in bocca. Però passando gli anni ho scoperto che nel mondo, e soprattutto in Italia, esistono uomini dotati degli stessi poteri de “I Fantastici Quattro” con la differenza che non sempre li utilizzano a fin di bene. Mi riferisco ovviamente alla classe politica. La “Casta” per alcuni, “i nostri dipendenti” per altri. Ebbene tra i tanti dotati di super poteri ce né uno che riesce a battere persino il super Grillo: Massimino D’Alema, attuale ministro degli Esteri italiano. Come certamente ricorderete nei mesi scorsi nelle indagini condotte dal serissimo PM di Milano Clementina Forleo si scoprì che D’Alema tifava, forse fin troppo, affinché il potente gruppo economico di area centro-sinistra riuscisse nella scalata di Antonveneta-Bnl-Rcs (clicca qui). Analizzate le intercettazioni telefoniche e – secondo la Magistratura – trovati degli elementi per procedere la Procura di Milano ha richiesto l’autorizzazione alla Giunta per le autorizzazioni di Montecitorio che però ha dato parere positivo per Fassino e negativo per il Super D’Alema lasciandoci tutti increduli. E io che credevo che i superpoteri fossero frutto solo della fantasia dei disegnatori…

Bene Veltroni alla guida del Partito Democratico Italiano. E’ compatibile con la carica di sindaco di Roma?

In attualità, politica on 27 Giugno 2007 at 12:54

Mancano poche ore all’annuncio che Walter Veltroni guiderà il Partito Democratico Italiano. Veltroni è sicuramente una delle persone più indicate a ricoprire questo ruolo, anche se a nostro avviso Franceschini sarebbe stato, specie in questa fase, l’uomo giusto per traghettare le neo forze democristiane del Partito Democratico. Perché è innegabile che il progetto è proprio quello di catturare i voti dei cattolici moderati per poi sposarli con quelli della sinistra radicale. Ma è una nostra valutazione, soprattutto perché non vorremmo che il miglior uomo dell’area democratica del centro-sinistra fosse bruciato per poi lasciare spazio ai soliti volponi.
Il quesito però che vogliamo porci in questo momento e che vogliamo porre ai nostri lettori riguarda la compatibilità dell’incarico che Veltroni sta per accettare con la carica di sindaco della nostra capitale Roma. In sostanza, può il sindaco di una città grande e importante come Roma assumere un incarico di questo tipo con tutti gli impegni ad esso connessi? Non rischia così Veltroni di “trascurare” o meglio dedicare meno tempo all’impegno che ha preso con i propri elettori di Roma. Non rischia Veltroni, assumendo la guida del PDI di venir meno tutti gli impegni presi in campagna elettorale?
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Tagli indiscriminati e sempre ad opera degli stessi politici.

In attualità, politica, precari, rsu, scuola, sindacati on 29 Aprile 2007 at 21:46

In questi giorni i docenti di laboratorio degli istituti professionali sono in fermento a causa dei tagli privi di logica, se non per mero risparmio, delle ore di didattica laboratoriale. I più colpiti ancora una volta sono gli ITP delle scuole alberghiere che in alcuni casi perderebbero le ore di insegnamento (vedi classe di concorso C510). Grazie al prof. Marsala abbiamo ricostruito la situazione prima del nefasto progetto 92. Vediamo nel dettaglio le ore di attività tecnico-pratica che si svolgeva prima di tale progetto negli istituti alberghieri.

Sin dal primo anno come al secondo e al terzo erano previste 12 ore di sala,  3 ore di bar e ancora altre 3 ore di tecnica professionale.

Sommando queste ore si potrebbe dire che era  una cattedra completa di 18
ore anche se venivano svolte spesso da più docenti. Lo stesso era per cucina/pasticceria, e per ricevimento / portineria. Read the rest of this entry »

Quel Papa che vigila sull’uomo

In chiesa, filosofia on 20 Febbraio 2007 at 23:27

Succede che un Papa non si cura dei consigli di chi auspica che il suo parlare sia votato esclusivamente al dogmatismo. Succede che un Papa continua a dimostrare che occuparsi delle cose di lassù non significa, ipso facto, non vedere le cose di quaggiù. Succede che un Papa dà sì sorprendenti stoccate a questa società intorpidita che viene da chiedersi com’è che quando il saggio indica la luna, l’imbecille guarda il dito. Per la ragione, minore, che non è colpa della sede petrina se ha cose da dire più interessanti di tanti laici, quelli che l’ingerenza papalina è uno scandalo, quelli che il tentativo di ancorare la modernità a un’intuizione meno capricciosa della vita e della morte è uno scandalo, quelli che mantenere vigile il senso dei limiti che non è bene valicare è uno scandalo: tanto zelo e pure tanta noia, bigottismo all’incontrario, vana galvanizzazione mentale. E per la ragione, maggiore, che dietro il progresso scientifico che si giustifica in nome del diritto alla felicità per tutti e del presunto benessere degli individui c’è il tentativo di ridisegnare il senso stesso dell’uomo. Prendi la deriva eugenetica nella selezione degli embrioni. Prendi la diagnosi prenatale che evita il “peggiore” e la diagnosi preimpianto per avere il “migliore”. Prendi madri e padri post-moderni con l’ossessione del “figlio perfetto” che potranno avere un bambino di propria scelta, secondo criteri sanitari. La fascinazione misteriosa e imprevedibile della vita ridotta a una lotteria genetica dove si pesca il già programmato, il già prescelto. Aridamente. Asetticamente. Disumanamente. O prendi una parte del corpo della donna, seleziona le ovaie, somministra ormoni, aspira gli ovuli che a quel punto invece di uno come al solito, saranno una decina. E li vendi. Con la benedizione legalizzata degli scienziati. Sta succedendo ora. La scienza antiumana che tradisce l’uomo. La scienza che non vede più nell’uomo un essere fatto di soggettività, tempo, coscienza, finalità. Qualcosa di misterioso, irriducibile, destinato a rimanere tale, lontanissimo da una “macchina umana” divisa e divisibile.

Mentre sempre quel Papa resiste sulla trincea della difesa dell’umano, non ha paura di smascherare la faccenda per quella che è, e cioè una madornale eclissi della ragione. Mentre sempre quegli imbecilli si lamentano che la Chiesa non deve entrare nelle coscienze civili dei cittadini, nelle discipline pratico-politiche come le materie bioetica e coniugale, squisitamente tecniche e giuridiche, visto, che diamine, siamo in uno Stato laico, moderno e secolarizzato. Perbacco, non ce ne eravamo accorti!

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Di che colore è Rifondazione Comunista?

In politica on 19 Febbraio 2007 at 14:24

Oggi, scrivo di politica, si, proprio di politica, la volgare politica e la confusione che essa genera. In questo post però mi occupo del vezzo della sinistra italiana che siede, forse, per la prima volta tra i banchi del governo, ovviamente mi riferisco alla sinistra vera quella rappresentata da Rifondazione Comunista, in un altro post, per parcondicio, mi occuperò della destra. Com’è noto quest’importante componente politica garantisce a Prodi la maggioranza dunque di governare, guai se gli togliesse la fiducia, il governo andrebbe immediatamente a gambe all’aria. Forse proprio per impedire ciò, i rappresentanti della sinistra in questi mesi hanno subito una profonda metamorfosi al punto da poter essere definiti senza grosse difficoltà: ex rossi!
Ma in alcuni di loro, però, non è del tutto scomparsa la sindrome dell’opposizione lo dimostrano alcune posizioni politiche confuse e confusionarie assunte in questi mesi di governo. L’ultimo in ordine di tempo è l’adesione allo sciopero contro i tagli alla scuola.
La confusione che regna nell’animo di questi politici li porta ad operare delle scelte che sono a metà tra la promozione di politiche alternative con un occhio attento al sociale e tra l’opposizione blanda alle scelte operate dai cosiddetti liberali di sinistra. A farli abbozzare sono gli incarichi istituzionali, leggasi ministri, che rivestono gli uomini di spicco del partito di Bertinotti. Insomma oggi RC non è ne carne e ne pesce, sembra figlia del famoso cerchiobottismo che da anni affligge la politica italiana, questo però costringe il partito all’immobilismo e addirittura molte volte è costretto a tirar giù le braghe ed avallare politiche (magari dopo
avergli sbandierato in faccia lo spauracchio Berlusconi) che in favore al sociale hanno ben poco. A conferma di quanto ho scritto posso citare alcune scelte operate dal governo Prodi proprio con l’avallo dei pseudocomunisti. Iniziamo con la riforma del TFR e l’istituzione dei fondi pensione di categoria: la liberalizzazione avvantaggia soprattutto chi gestisce il TFR (miliardi e miliardi di euro l’anno) e non certamente il lavoratore il quale rischia di trovarsi alla fine della propria carriera con un assegno pensionistico da fame e quello integrativo non in grado di sopperire ai bisogni derivati dagli acciacchi dovuti all’età della pensione. Per giunta la misera pensione integrativa non è nemmeno reversibile. Cosa ci si aspettava da RC? Sicuramente una battaglia a favore di una riforma della pensione per ridare dignità proprio ai pensionati di domani e invece? Niente! Un altro esempio da citare è quello della missione di pace in Afganistan (di guerra fino a prima delle elezioni per RC) che ha visto gli ex rossi, eccetto il coraggioso Turigliatto, votare a favore; smentendo in un sol colpo migliaia di marce per la Pace che li vedeva in primissima fila.
Di esempi potr
ei citarne a iosa, un altro, così al volo, riguarda la famosa sovrattassa ai SUV (mezzo prediletto dai facoltosi) e che in realtà si è concluso con l’aumento del bollo indiscriminato ai poveretti che non hanno i soldi per comprarsi una macchina dotata di filtro antiparticolato. Potrei citare ancora i tagli alla scuola, alla sanità, ai comuni e a chi più ne ha più ne metta.
A questo punto è doveroso chiedersi di che colore è Rifondazione Comunista, perché di quella sinistra sbandierata nelle piazze ormai ha ben poco, solo parole! Chissà se chi fino a ieri la votava senza pensarci due volte continuerà a farlo ancora, ne dubito!

Pubblicato su A Ruota Libera Splinder

I privilegi dei nostri politicanti

In economia e finanza, politica on 21 Maggio 2006 at 11:46

Sull’Espresso di qualche settimana fa c’era un trafiletto che informava di una recente votazione del Parlamento che all’UNANIMITA’ e senza astenuti ha votato (ma và?!) un aumento di stipendio per i parlamentari pari a circa 1.135,00 al mese.
Inoltre la mozione e stata camuffata in modo tale da non comparire nei verbali ufficiali. Vediamo nel dettaglio i privilegi dei nostri politicanti:
STIPENDIO Euro 19.150,00 AL MESE
STIPENDIO BASE circa Euro 9.980,00 al mese
PORTABORSE circa Euro 4.030,00 al mese (generalmente parente o familiare)
RIMBORSO SPESE AFFITTO circa Euro 2.900,00 al mese
INDENNITA’ DI CARICA (da Euro 335,00 circa a Euro 6.455,00)
in più:
TELEF
ONO CELLULARE gratis
TESSERA DEL CINEMA gratis
TESSERA TEATRO gratis
TESSERA AUTOBUS – METROPOLITANA gratis
FRANCOBOLLI gratis
VIAGGI AEREO NAZIONALI gratis
CIRCOLAZIONE AUTOSTRADE gratis
PISCINE E PALESTRE gratis
FS gratis
AEREO DI STATO gratis
AMBASCIATE gratis
CLINICHE gratis
ASSICURAZIONE INFORTUNI gratis
ASSICURAZIONE MORTE gratis
AUTO BLU CON AUTISTA gratis
RISTORANTE gratis (nel 1999 hanno mangiato e bevuto gratis per Euro
1.472
.000,00). Intascano uno stipendio e hanno diritto alla pensione dopo 35 mesi in parlamento mentre obbligano i cittadini a 35 anni di contributi (per ora!!!)
Circa Euro 103.000,00 li incassano con il rimborso spese elettorali (in
violazione alla legge sul finanziamento ai partiti), più i privilegi per
quelli che sono stati Presidenti della Repubblica, del Senato o della
Camera. (Es: la sig.ra Pivetti ha a disposizione e gratis un ufficio, una segretaria, l’auto blu ed una scorta sempre al suo servizio)
La classe politica ha causato al paese un danno di 1 MILIARDO e 255
MILIONI di EURO.
La sola camera dei deputati costa al cittadino Euro 2.215,00 al MINUTO!!
Mi è giunta voce che si sta costituendo un Comitato che vorrebbe promuovere
un referendum per l’ abolizione dei privilegi di tutti i parlamentari. Queste informazioni si apprendono solo attraverso Internet poichè tutti i mass media rifiutano di portarle a conoscenza degli italiani, facciamo un bel passaparola con un bel copia-incolla, che ne pensate?

Governo nuovo, problemi vecchi.

In mondo giovanile on 3 Maggio 2006 at 11:12

La tanta vituperata legge Bossi-Fini in qualche maniera ha cercato di porre rimedio alla continua invasione  d’immigrati clandestini. Il governo che si appresta a nascere dovrà necessariamente partire da questa legge, modificandola, a mio modo di vedere,  non nella direzione proposta da alcuni esponenti dell’Unione, ma cercando di stringere ulteriormente le maglie per evitare la continua invasione di eserciti di disperati. Spesso si tende a sottovalutare che, dietro ad ogni barcone, adombra  un’organizzazione malavitosa che non esita a lucrare alle spalle dei clandestini, organizzando viaggi disumani senza tenere conto delle più elementari norme di sicurezza. Il Mediterraneo  è diventato un mare “cimitero”, centinaia sono le persone che ivi hanno perso la vita proprio a causa dei  viaggi della “speranza”. L’Unione europea in questi anni non ha mai voluto attuare una politica comunitaria seria per tentare una soluzione, o quanto meno per arginare quest’annoso problema che, per posizione geografica, coinvolge soprattutto il nostro Paese. La cronaca di oggi parla dello sbarco di circa 450 clandestini sull’isola di Lampedusa, splendida meta  vacanziera destinata ad essere continuamente danneggiata nella sua principale fonte di guadagno: il turismo. Con l’arrivo della bella stagione, gli sbarchi dei clandestini saranno  destinati a moltiplicarsi; mi domando allora  se non sia  il caso di attuare politiche serie mirate a impedire questa continua invasione. Girare la testa dall’altra parte o trincerarsi dietro un’ideologia che danneggia soprattutto gli stessi clandestini, non mi sembra sia una politica proponibile da parte di nessun governo serio.

I trans ai fini pensionistici sono equiparati alle donne.

In economia e finanza, politica, sindacati on 27 Aprile 2006 at 11:18

La precedente campagna elettorale sarà ricordata per i toni aspri e le parole infuocate dette dagli esponenti politici, d’entrambi gli schieramenti. I nostri candidati sono riusciti a litigare su tutto e su tutti, persino sul candidato trans di rifondazione Comunista: Vladimir Luxuria. E’ stato attaccato proprio sulla sua “diversità”. Oggi a proposito degli uomini che decidono di diventare, dopo un intervento chirurgico, donne la Corte di Giustizia Europea ha emanato una sentenza che probabilmente è destinata a far discutere: Il cambio del sesso conta anche ai fini della pensione. La Corte europea era stata chiamata ad esprimersi dopo che la domanda di pensione di una transessuale inglese, Sarah Margaret Richards, di 60 anni era stata respinta a causa del suo sesso d’origine; pertanto poteva andare in pensione a 65 anni al pari degli uomini. Ecco dunque la decisione di ricorrere presso la Corte di giustizia, la quale ha decretato con chiarezza e per tutti i Paesi membri che si rifiuteranno di equiparare i trans alle donne: “Un siffatto rifiuto costituisce una discriminazione che viola una direttiva comunitaria sulla parità di trattamento in materia di sicurezza sociale”. In molti si sono detti perplessi di tale sentenza. Del resto la struttura fisica rimane in ogni modo quella d’origine: vale a dire come quella di un uomo.

Riaprono i salotti radical chic

In attualità, politica on 26 Aprile 2006 at 11:20

Il quotidiano La Stampa, dopo la vittoria dell’Unione, attraverso un articolo ha voluto evidenziare l’affollamento dei salotti “buoni” della Capitale, quelli per intenderci snobbati (a parole) da Prodi. La storia insegna che le linee e le strategie politiche, non vengono tracciate nei luoghi istituzionali, ma si preferisce discuterne davanti ad un gustoso piatto accompagnato da un buon vino. Sarà per questo motivo che in questi giorni a Roma si assiste alla riapertura di tutti i salotti radical-chic che in questi 5 anni erano rimasti a guardare con distacco e talvolta snobbando i politici più pragmatici e austeri del centro-destra. Nella Capitale – fa notare il quotidiano torinese- c’è un forte movimento di cene sui terrazzini che guardano il Cupolone prima della transumanza estiva di massa a Caparbio (località turistica Toscana) e dintorni maremmani. Le regine dei ricevimenti romani, secondo La Stampa di Torino, sono Maria Angiolillo con villino a Trinità dei Monti a cui fa concorrenza Marisa Garito, moglie di Claudio Pancheri, amministratore delegato del Consorzio Risorse per Roma, la cui casa di Piazza Santi Apostoli con le pareti e i divani di broccato oro è frequentata anche da Lilli Gruber e Giovanna Meandri. Ai blocchi di partenza del catering di sinistra c’è Sonia Raule, moglie di Franco Tatò, con villa sulla salita del Gianicolo: per lei gli ospiti “perfetti” per una cena sono Giuliano e Diana Amato, Ferruccio de Bortoli, Miuccia Prada, il banchiere Alessandro Profumo e anche Gianni Letta, il trasversale più gettonato. Guia Suspisio prima ospitava gente di destra, compreso Bossi, adesso riceve Bertinotti con la simpatica moglie Lella, Pecoraro Scanio, Piero Fassino, Chicco Testa, uno dei vipponi dell’ Ultima spiaggia. Non sono soltanto signore ad aprire il proprio salotto, c’è anche l’imprenditore single Giovanni Malagò, amico di Diego Della Valle, Veltroni, Rutelli e via dicendo. Il suo palazzetto ai Parioli è già stato lustrato per i prossimi party. In questo bailamme a farne le spese è stato lo stornellatore preferito da Berlusconi: Salvatore Apicella. A sostituirlo è arrivato l’amico strettissimo di Prodi, Silvio Siriana, bravo con la chitarra che non ha esitato a “spodestare” il cantante napoletano, chissà se in futuro lo vedremo duettare con il Professore.

L’elettore è una marionetta in mano ai politici

In attualità, dittatura e censura, politica on 25 Aprile 2006 at 11:48

I nostri politicanti sono talmente abili a dividere in fazioni gli elettori, che solo per questo potrebbero aggiudicarsi il premio Nobel. Riescono sempre a fare interpretare ai cittadini un copione scritto in precedenza e questi lo interpretano alla perfezione diventando attori inconsapevoli, ecco  si possono  definire esattamente così, attori inconsapevoli. In Italia, come in America e come nelle altre democrazie bipolari, l’elettorato viene solleticato in svariate maniere, per esempio: offendendo l’avversario, le sue idee, il politico e l’elettorato che rappresenta, aggredendo verbalmente, recitando la parte della vittima e tanti altri modi che oltretutto, in Italia, siamo abituati a vedere. Ma l’elettore come risponde a tutto ciò? Nella maniera, a mio modo di vedere meno intelligente. Invece di prenderne le distanze, si schiera, ne tiene le parti, scende in Piazza a manifestare, strappa i manifesti elettorali degli avversari, li insulta, considera l’elettore avversario complice di quel sistema. Dall’altra parte si ha una risposta più o meno simile e collineare, magari cambiano i toni, le maniere, le parole, ma la sostanza rimane la stessa. Altro passaggio importante è di scegliersi il Leader nel quale impersonarsi, poi la squadra, il partito dopo questa fase, si aspettano con ansia le date delle elezioni per recarsi nell’urna, e come un orgasmo, mettere la croce sul partito, sulla coalizione in cui si ci rispecchia. Il gioco è fatto, la politica ha vinto, l’elettora ha interpretato perfettamente il ruolo che gli era stato cucito addosso. Infatti  eccitare gli animi è’ un preciso e chiaro disegno, serve a consolidare il proprio elettorato, per poi passare alla conquista dei cosiddetti indecisi: le vere “teste pensanti”,  che peraltro sono loro che decidono nel concreto le sorti politiche del Paese. La strategia dunque è chiara semplice e nello stesso tempo molto efficace. Ma finita la bagarre elettorale spesso ci si chiede se questi signori, che si scannano in televisione, in realtà a telecamere spente sono davvero cosi nemici. Per esempio, se dovessi individuare l’antitesi di Berlusconi dove lo cercherei? Certamente fra gli avversari e in Italia il primo nome che mi viene in mente è quello di Prodi, vero? E, invece, No. Hanno molti interessi in comune e tantissime idee simili, dunque scartiamolo, D’Alema? Ma neanche per sogno, è il compare giurato di Berlusconi, lo ha dimostrato abbondantemente ai tempi della bicamerale; allora Bertinotti? Manco lui, ha una figlia sposata con uno di AN, (un post fascista!!) basta questo per inficiare le sue parole nei salotti televisivi, allora forse è il caso di andare all’estero, mmm… vediamo… chi potrebbe essere… ah… ecco: Zapatero. Si, proprio Zapatero, e chi sennò! Il Leader spagnolo è stato scelto come simbolo della sinistra internazionale e in Italia  ne hanno fatto un mito, anzi, un film (viva Zapatero) dunque potrebbe essere lui, sì, decisamente! E invece niente affatto, Silvio e Zapatero si adorano, si amano. Si stimano, si vogliono molto bene, non ci credete? Allora leggetevi questo documento ufficiale, ecco il [link]

L’elettore è una marionetta in mano ai politici

In attualità, dittatura e censura, politica on 25 Aprile 2006 at 11:48

I nostri politicanti sono talmente abili a dividere in fazioni gli elettori, che solo per questo potrebbero aggiudicarsi il premio Nobel. Riescono sempre a fare interpretare ai cittadini un copione scritto in precedenza e questi lo interpretano alla perfezione diventando attori inconsapevoli, ecco  si possono  definire esattamente così, attori inconsapevoli. In Italia, come in America e come nelle altre democrazie bipolari, l’elettorato viene solleticato in svariate maniere, per esempio: offendendo l’avversario, le sue idee, il politico e l’elettorato che rappresenta, aggredendo verbalmente, recitando la parte della vittima e tanti altri modi che oltretutto, in Italia, siamo abituati a vedere. Ma l’elettore come risponde a tutto ciò? Nella maniera, a mio modo di vedere meno intelligente. Invece di prenderne le distanze, si schiera, ne tiene le parti, scende in Piazza a manifestare, strappa i manifesti elettorali degli avversari, li insulta, considera l’elettore avversario complice di quel sistema. Dall’altra parte si ha una risposta più o meno simile e collineare, magari cambiano i toni, le maniere, le parole, ma la sostanza rimane la stessa. Altro passaggio importante è di scegliersi il Leader nel quale impersonarsi, poi la squadra, il partito dopo questa fase, si aspettano con ansia le date delle elezioni per recarsi nell’urna, e come un orgasmo, mettere la croce sul partito, sulla coalizione in cui si ci rispecchia. Il gioco è fatto, la politica ha vinto, l’elettora ha interpretato perfettamente il ruolo che gli era stato cucito addosso. Infatti  eccitare gli animi è’ un preciso e chiaro disegno, serve a consolidare il proprio elettorato, per poi passare alla conquista dei cosiddetti indecisi: le vere “teste pensanti”,  che peraltro sono loro che decidono nel concreto le sorti politiche del Paese. La strategia dunque è chiara semplice e nello stesso tempo molto efficace. Ma finita la bagarre elettorale spesso ci si chiede se questi signori, che si scannano in televisione, in realtà a telecamere spente sono davvero cosi nemici. Per esempio, se dovessi individuare l’antitesi di Berlusconi dove lo cercherei? Certamente fra gli avversari e in Italia il primo nome che mi viene in mente è quello di Prodi, vero? E, invece, No. Hanno molti interessi in comune e tantissime idee simili, dunque scartiamolo, D’Alema? Ma neanche per sogno, è il compare giurato di Berlusconi, lo ha dimostrato abbondantemente ai tempi della bicamerale; allora Bertinotti? Manco lui, ha una figlia sposata con uno di AN, (un post fascista!!) basta questo per inficiare le sue parole nei salotti televisivi, allora forse è il caso di andare all’estero, mmm… vediamo… chi potrebbe essere… ah… ecco: Zapatero. Si, proprio Zapatero, e chi sennò! Il Leader spagnolo è stato scelto come simbolo della sinistra internazionale e in Italia  ne hanno fatto un mito, anzi, un film (viva Zapatero) dunque potrebbe essere lui, sì, decisamente! E invece niente affatto, Silvio e Zapatero si adorano, si amano. Si stimano, si vogliono molto bene, non ci credete? Allora leggetevi questo documento ufficiale, ecco il [link]

la ripresa economica passa solo attraverso le infrastrutture

In economia e finanza, infrastrutture, politica on 2 Aprile 2006 at 11:04

Per rilanciare l’economia del Paese si è scelto la via della flessibilità spinta, richiesta da Confindustria e realizzata attraverso la legge Biagi. I risultati sono sotto gli occhi di tutti, crescita quasi vicina allo zero, previsione per l’anno in corso del 1,3% ma la consapevolezza che bisogna fare molto di più per gettare le basi verso una vera ripresa economica. Apro e chiudo subito una parentesi che riprende l’analisi del quotidiano di Confindustria: «Molte imprese italiane si sono insediate all’estero, come ha detto anche il direttore de “Il sole 24 Ore” Ferruccio de Bortoli. Allora, più che “stallo” bisognerebbe dire che l’Italia sta cambiando pelle e ci sono cose che vanno e che non vanno. La vera questione è che le grandi imprese decotte vivono dei soldi dello Stato, impedendo a chi potrebbe, di riprendere. Questo non compare nei conti. Molte volte proprio coloro che urlano al declino sono i protagonisti del declino».  La via da seguire per lo sviluppo potrebbe essere un’altra: puntare sulle infrastrutture dotando il Paese di opere moderne come strade, ferrovie, porti, aeroporti e di tutte le reti necessarie per favorire lo scambio di merci e di persone. Lo stesso amministratore di Autostrade s.p.a ha lanciata l’idea di costituire un fondo nazionale per le infrastrutture, da affidare ad un partito trasversale che contenga tutte le forze politiche favorevoli allo sviluppo e al quale “affidare” la gestione del fondo. Una sorta di partito per le infrastrutture. Del resto se notiamo la posizione geografica del nostro Paese ci accorgiamo che si presta molto come piattaforma logistica  dell’interscambio tra Asia e Europa. E se in questo asserviamo la posizione della Sicilia notiamo che può diventare un vero e proprio anello di collegamento con tutta l’area del mediterraneo. I siciliani a tal proposito farebbero bene ad iniziare a pretendere la costruzione di tutte le infrastrutture necessarie, partendo dal famoso Ponte sullo Stretto e proseguendo verso autostrade e porti commerciali attrezzati. I più attenti, hanno capito che in Italia, con il passare del tempo, smobilizzeranno sempre di più le industrie per lasciare spazio alla logistica, alla distribuzione e al terziario, che affiancato al turismo e all’agricoltura di qualità possono rappresentare l’unica vera strada per la ripresa economica.

i volti nuovi e vecchi della politica

In politica on 24 Febbraio 2006 at 23:10

Una giornata dal punto di vista meteorologico non proprio tra le più felici, piove da stamani e non sembra proprio che abbia voglia di smettere. Un venerdì bagnato dunque e sembra che la serata non sarà da meno. Per chi come me è costretto a stare a al chiuso per lavoro è quasi da preferire, le giornate belle fanno venir voglia di mollare tutto e di scappare all’aperto. Questa costrizione, ha fatto in modo che mi dedicassi  un po’ al mio blog, ma prima di chiudere “la giornata” mi sono imbattuto in una notizia che annuncia la candidatura dell’avvocato “cazzuto” Bongiorno tra le fila di AN. Il partito di Fini ha deciso di mantenere l’impegno preso con l’Italia di garantire una cospicua presenza femminile tra le fila del partito, dimostrando una coerenza che oggi è difficile da riscontrare specie nella politica. Giulia Buongiorno è diventata famosa per aver difeso, dalle accuse di mafia, Giulio Andreotti e nota anche per la sua tenacia e determinazione. Una vera new entry della politica, mentre un volto arcinoto lo candida l’Udc, l’ex Ministro Calogero Mannino, personaggio noto per essere stato accusato di mafia dal pentito Buscetta. Mentre per ritornare agli estremisti, la Lega Sud Ausonia, candida tra le sue fila Adel Smith quello delle liti violente in tv e della battaglia contro il Crocifisso in classe, guida la lista insieme alla principessa Caterina di Hoenstaufen erede di Federico II di Svevia. Davvero una stranissima coppia. Altra new entry è quella del principe Emanuele Filiberto che sarà capolista nella nuova DC di Rotondi, mentre la  lista della Rosa nel Pugno, offre questi nuovi volti alla politica: il regista Marco Bellocchio, il giornalista Fabrizio Rondolino, già portavoce di Massimo D’Alema, i saggisti, politologi e accademici Luciano Cafagna, Pio Marconi, e Luciano Pellicani. Insomma per chi è indeciso avrà molta scelta per fugare ogni dubbio. E’ strano però assistere a questa corsa frenetica per un posto in Parlamento…

Benigni non si smentisce mai!

In attualità, spettacolo on 22 Febbraio 2006 at 23:08

Un Roberto Benigni che non ti aspetti, quello ospite del senso della vita di Paolo Bonolis: tenero, sensibile, per nulla politico, a tratti commovente, ha ripercorso la sua vita focalizzandone gli aspetti più significativi, gli incontri più importanti, dal Papa al Presidente della Repubblica, dai genitori alla moglie, descrivendo tutto l’affetto e l’amore che ha provato, sia come figlio che come marito. Ha parlato dei suoi lavori, de “La vita è bella”, del flop cinematografico di Pinocchio, e dell’ultimo film “La tigre e la neve” che ha lasciato freddini i suoi estimatori. Si, mi sarebbe tanto piaciuto poter scrivere solo questo del comico toscano, ma purtroppo non è così, mi tocca a malincuore criticarlo, si, è vero lo avevo già fatto, ma non è una questione di antipatia personale, no, assolutamente. E… che non sopporto le persone faziose, proprio non mi vanno giù! Sono cosciente che Benigni è un mostro sacro, guai a criticarlo, ti tiri dietro l’ira di tutti quelli che lo adorano, di tutti i suoi fans, e… poi è un premio Oscar… caspita, se gli americani lo hanno premiato vuol dire che è bravo, che è geniale, che si distingue dalla massa, certo, certo, per carità, parole sante, peccato che poi ha diretto e recitato “Pinocchio” e la “Tigre e la neve”. Ma volevo per una volta volevo parlarne bene, credetemi, me lo ero imposto, specie che è riuscito a non ha tastare i testicoli a nessuno e poi… non si è spogliato, non si è vestito da donna, ma non ci ha risparmiato il suo ingresso e le sue solite urla: Silviooo, Silviooo… e poi per par condicio ha recitato le “ottavine” una dedicata a Berlusconi e l’altra a Prodi, le leggiamo assieme? Eccole: ”Son Silvio Berlusconi, io sono la stella/Votatemi e un miracol vi aspetta/Io vi porto ogni cosa questa e quella/Ville, soldi e chi piu’ ne ha piu’ ne metta/Prodi vi porta un po’ di mortadella/E ve la porta con la bicicletta/Votatemi che io son Gesu’ Bambino/Votate e vi trasformo l’acqua in vino”. Poi l’ottava dedicata a Prodi: ”di perdere ormai e’ il tuo destino/Son Prodi o Silvio e scusami se insisto/Siamo tutti senza il becco di un quattrino/Hai ridotto l’Italia un fritto misto/So che vuoi trasformare l’acqua in vino/E che ti paragoni a Gesu’ Cristo/Ma il tuo governo sperpera e scialacqua/Mi sa che tu trasformi il vino in acqua…” L’anima politica e faziosa del “pagliaccetto” toscano è riemersa, sono cosciente che andare contro corrente richiede maggior forza ma soprattutto tanto coraggio, forse Benigni questa forza non ce l’ha, forse ha paura di essere criticato, o di uscire dal Club “Rosso”, o forse… perché il pubblico che lo segue maggiormente è proprio quello schierato, o forse perché alla fine i soldi sono più importanti di qualsiasi cosa… Io invece voglio distinguermi, voglio criticarlo, voglio andare contro corrente e non me ne frega di sollecitare sensazioni di “odio” nei miei confronti da parte dei suoi fans notoriamente moderati, sostenitori della libertà d’opinione e pacifisti, che in passato, negli altri post,[link] si sono distinti per i commenti pieni di insulti indirizzati a chi non la pensava come loro! W la libertà d’opinione, quella vera però…

L’autocensura di Neri Marcorè

In politica, spettacolo on 29 Gennaio 2006 at 22:54

Un episodio assolutamente ridicolo e di autocensura  ha visto come protagonista, certo Neri Marcorè. L’attore marchigiano, noto ai più, per aver scimmiottato per diversi anni Maurizio Gasparri, si è reso protagonista del primo episodio del programma condotto da Serena Dandini ridicolizzando Piero Fassino per l’affare Unipol. Pare che dopo essersi rivisto  non se la sia  più sentito di continuare  con quel personaggio al punto che ha deciso di riporlo nel cassetto. E dire che per una volta sembrava che la satira avesse iniziato a prendere di mira anche personaggi della sinistra, peccato chi si aspettava una novità c’è rimasto sicuramente male. Libero, il giornale diretto da Vittorio Feltri ha riportato una dichiarazione dell’attore: «Non credo che lo rifarò, è un problema ideologico, la sinistra non attraversa un bel momento, non me la sento di infierire con la satira». Marcorè, invece si è rimangiato tutto affermando: «Non ricordo di averlo detto, certo non a loro. La satira si fa a 360 gradi, Unipol era un bel bocconcino, non potevo resistere. E se avrò altri spunti, il mio Fassino rinascerà. Avessi voluto risparmiare i Ds, non l’avrei fatto proprio, nemmeno una volta. E invece non è che ci sono andato leggero. Poi però è chiaro che io sono di sinistra, non lo nascondo, perché dovrei? E quindi c’è più gusto a prendere in giro la destra, pure perché è maggioranza di governo. Non applico dentro di me la par condicio dell’imitazione, essere di parte è legittimo». Certo chi ti da’ torto, sta di fatto che il personaggio lo hai subito messo da parte, da indiscrezioni riferite da Gasparri e  riportate dal Corriere della Sera sembra che i peones della tua area politica non hanno assolutamente gradito, e se non ti autocensuravi magari un’epurazione in puro stile liberale l’avresti pure subita.  Marcorè, se pensi che gli italiani hanno tutti l’anello al naso o che sono un popolo di idioti sei proprio fuori strada, da questa vicenda abbiamo capito che: certi personaggi politici non si devono toccare altrimenti si rischia grosso; che la satira è assolutamente a senso unico;  che agli attori  come te basta  una tiratina di orecchie, ma in questo caso non ce ne stato neanche bisogno è bastato solo che qualcuno si lamentasse, per fare subito marcia indietro rimangiandosi mesi e mesi di lavoro di preparazione del personaggio. La conclusione è assolutamente amara e da questo episodio si capisce che non esistono più gli uomini di satira di una volta… che peccato!


Per qli altri argomenti sulla satira cliccate QUI

L’autocensura di Neri Marcorè

In politica, spettacolo on 29 Gennaio 2006 at 22:54

Un episodio assolutamente ridicolo e di autocensura  ha visto come protagonista, certo Neri Marcorè. L’attore marchigiano, noto ai più, per aver scimmiottato per diversi anni Maurizio Gasparri, si è reso protagonista del primo episodio del programma condotto da Serena Dandini ridicolizzando Piero Fassino per l’affare Unipol. Pare che dopo essersi rivisto  non se la sia  più sentito di continuare  con quel personaggio al punto che ha deciso di riporlo nel cassetto. E dire che per una volta sembrava che la satira avesse iniziato a prendere di mira anche personaggi della sinistra, peccato chi si aspettava una novità c’è rimasto sicuramente male. Libero, il giornale diretto da Vittorio Feltri ha riportato una dichiarazione dell’attore: «Non credo che lo rifarò, è un problema ideologico, la sinistra non attraversa un bel momento, non me la sento di infierire con la satira». Marcorè, invece si è rimangiato tutto affermando: «Non ricordo di averlo detto, certo non a loro. La satira si fa a 360 gradi, Unipol era un bel bocconcino, non potevo resistere. E se avrò altri spunti, il mio Fassino rinascerà. Avessi voluto risparmiare i Ds, non l’avrei fatto proprio, nemmeno una volta. E invece non è che ci sono andato leggero. Poi però è chiaro che io sono di sinistra, non lo nascondo, perché dovrei? E quindi c’è più gusto a prendere in giro la destra, pure perché è maggioranza di governo. Non applico dentro di me la par condicio dell’imitazione, essere di parte è legittimo». Certo chi ti da’ torto, sta di fatto che il personaggio lo hai subito messo da parte, da indiscrezioni riferite da Gasparri e  riportate dal Corriere della Sera sembra che i peones della tua area politica non hanno assolutamente gradito, e se non ti autocensuravi magari un’epurazione in puro stile liberale l’avresti pure subita.  Marcorè, se pensi che gli italiani hanno tutti l’anello al naso o che sono un popolo di idioti sei proprio fuori strada, da questa vicenda abbiamo capito che: certi personaggi politici non si devono toccare altrimenti si rischia grosso; che la satira è assolutamente a senso unico;  che agli attori  come te basta  una tiratina di orecchie, ma in questo caso non ce ne stato neanche bisogno è bastato solo che qualcuno si lamentasse, per fare subito marcia indietro rimangiandosi mesi e mesi di lavoro di preparazione del personaggio. La conclusione è assolutamente amara e da questo episodio si capisce che non esistono più gli uomini di satira di una volta… che peccato!


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Vasco Rossi non è di sinistra!

In arte e cultura, politica, spettacolo on 29 Gennaio 2006 at 22:48

L’appropriarsi di icone è sempre stata una prerogativa della sinistra e non solo di quella italiana. L’elenco è lungo e va dai poeti passando  dai musicisti per arrivare ai rivoluzionari del passato. Molte personalità del passato che hanno lottato per la libertà e contro quei regimi colorati di rosso, probabilmente,  se lo sapessero li ritroveremmo a picchettare “botteghe oscure” o a chiedere di togliere le proprie immagini stampate su bandiere e gadgets vari. Il ricorso all’icona indubbiamente consente una penetrazione maggiore verso i giovani e verso il cittadino che tradotto significa più consensi in cabina elettorale. Stranamente la sinistra, specie quella italiana, non ha mai voluto fare una seria autocritica verso le devastazioni che ha causato quando è riuscita ad  ottenere il potere e questo è uno dei suoi grandi limiti, ma è un altro discorso. Negli ultimi anni, ha cercato di mettere il cappello, così come si fa quando bisogna occupare un posto, su uno degli artisti più amati del nostro Paese: Vasco Rossi. Il corteggiamento è stato subdolo, strisciante, io stesso ero convinto che il Blasco nazionale propendesse per quell’area politica, e invece… niente mi sbagliavo… In una sua dichiarazione ha voluto fare chiarezza, si è detto essere un radicale convinto  e che il suo alter ego è Marco Pannella. L’intellighenzia di sinistra questa volta ha dovuto (almeno per adesso) la peggio,  ha dovuto gettare la spugna, ma non poniamo limiti alla provvidenza, un certo Pasolini venne espulso dal PC e oggi stranamente è un’Icona per questi “nuovi” comunisti.

saranno mica razzisti i sindacati?

In sindacati on 27 Gennaio 2006 at 22:46

Si possono accusare di razzismo i sindacati? Probabilmente si, almeno di razzismo politico. In questi giorni in tutte le regioni italiane, si stanno svolgendo i Congressi sindacali, in cui si tirano le somme sull’anno appena trascorso, ad esempio: quante adesioni sono riuscite a racimolare per i fondi (scippo) pensioni che per essere incrementate hanno bisogno del TFR dei lavoratori, delle battaglie combattute (?) con i potenti, degli scioperi che alla fine hanno solo fatto perdere soldi ai lavoratori, nuove nomine in organico etc. etc. La GCIL per i suoi congressi regionali ha scelto con molta cura le sedi in cui tenerli e non si è fatta mancare nulla, da alberghi a cinque stelle ubicati in località rinomate, a fastosi pranzi e tutto ciò che poteva far stare bene i propri delegati. Il Congresso siciliano si è tenuto niente po po di meno che in uno splendido Hotel a Taormina  (chissà di cosa vivono i sindacalisti? ).  La triplice sindacale (CGIL CISL UIL) ha invitato la candidata alla presidenza della Regione per il centro-sinistra Rita Borsellino e gli hanno consegnato la prima tessera del candidato unitario. L’avversario politico nonché attuale governatore in carica Totò Cuffaro, non è stato invitato. E questo denunzia ancora una volta il caos dei ruoli nel nostro Paese: la Costituzione assegna compiti ben precisi e di autonomia nel proprio esercizio ai partiti, al Parlamento, al governo, alla pubblica amministrazione, alla magistratura, agli organi ausiliari, ai sindacati, alla cooperazione. Ma gli sconfinamenti sono di ordinaria amministrazione: la magistratura valica i confini delle sue competenze ed invade il campo della politica; la politica ritiene di condizionare l’ordine giudiziario con interferenze fuori luogo; i sindacati occupano gli spazi dei partiti; le cooperative vanno oltre le loro funzioni istituzionali ed assumono ruoli impropri di lucro e scalate alle banche. Nel caso siciliano addirittura hanno evidenziato una vera forma di discriminazione verso la carica più importante dell’Isola, saranno mica anche razzisti?

la strana alleanza NO Ponte!

In mondo giovanile on 22 Gennaio 2006 at 22:41

Oggi a Messina si è svolta una manifestazione che vedeva sfilare assieme: i contrari alla TAV piemontese, i siciliani e qualche veneto contrario al Mose. L’oggetto della manifestazione è di opposizione alla costruzione del Ponte di Messina. Il corteo, stando alle fonti dei manifestanti, era composto da circa 10.000 persone che sfilavano sotto le bandiere rosse, dietro un asino colorato. Infatti, erano presenti alcuni parlamentare dei Verdi e di Rifondazione e stranamente anche i DS. Temo che il ponte così come la TAV, per certi politici rappresenta una vera e propria vetrina in vista delle prossime elezioni politiche, da qualche tempo, i DS ci lasciano perplessi sulle loro posizioni politiche che da un lato parlano di ammodernamento del Paese e dall’altro partecipano alle manifestazioni che di fatto le vogliono bloccare. Ma non sono i soli, anche AN siciliana sembra essere contraria all’opera; tant’è che Fabio Granata, assessore regionale al turismo, senza  mezzi termini ha affermato che all’Europa ci legano millenni di storia. E domani per ribadirlo, alla manifestazione organizzata da rete “NO ponte” parteciperà una delegazione di AN guidata dal consigliere comunale Rizzo e da Azione Giovani. Opposizione bipartizan o vetrina importante in vista delle prossime regionali? Da sempre come potete leggere  in altri post, mi sono schierato favorevole alla realizzazione del ponte sullo stretto, per un serie motivi che chi in questi mesi mi ha seguito li ha potuti leggere e commentare. La manifestazione di oggi è stata organizzata dalla WWF che chiede a gran voce di tutelare gli uccelli presenti in una riserva poco lontana dall’area di realizzazione dell’importantissima infrastruttura.  A contraddire l’associazione ambientalista è stata la Società Stretto di Messina, che ha ribadito: che la struttura non ‘devasta’ l’ambiente. Il progetto ha superato il rigoroso esame delle competenti autorità ambientali e quelle del Tar e al Consiglio di Stato che hanno respinto i vari ricorsi degli ambientalisti. Chi si è recato in Sicilia capisce che significa rimanere in coda per delle ore ad aspettare di poter traghettare e dai dati ufficiliali risulta che ogni anno ci sono più di dieci milioni di biglietti venduti dalle compagnie dei traghetti, per tanto l’opera è più che giustificata. Mi stupisce vedere che a sfilare ci siano siciliani che sanno benissimo quanto sia importante per l’Isola il collegamento con la Calabria; infatti, rappresenta un passo importante verso l’inevitabile costruzione dell’alta velocità. La politica farebbe bene a non strumentalizzare la realizzazione delle infrastrutture e lo Stato tenga presente che diecimila persone non sono rappresentativi né per la Sicilia, né per la Calabria né tanto meno per l’Italia. Finisco dicendo: avanti con il ponte!

Per gli approfondimenti ciccate Qui!

un rigo si e uno no, così va letta la politica

In politica on 18 Dicembre 2005 at 13:21

Un mio caro amico ama dire: “la politica per capirla va letta un rigo sì e uno no” forse ha ragione. In questi giorni sto seguendo la polemica, tutta dentro la maggioranza di Governo, tra l’UDC e gli altri membri. Ufficialmente, viene richiesto un cambiamento della leadership, si vuole mandare Berlusconi a casa, forse l’idea non è del tutto sbagliata, ma realmente l’UDC vuole questo? E’ più che risaputo che l’alleanza di centro-destra è tenuta insieme da questo Presidente del Consiglio, senza di lui la Lega abbandonerebbe e ritornerebbe al vecchio ruolo, sparo a zero su tutto e  tutti, Alleanza Nazionale probabilmente verrebbe ridimensionata, e Forza Italia ritornerebbe ad essere un movimento d’opinione. Ecco che a questo punto dovremmo seguire il consiglio del mio amico, cosa vuole l’UDC? Io temo che dietro alle esternazioni dei loro leader in realtà c’è un progetto più ampio e ahi me “squallido” temo ad una politica consociativa con la nascita del grande centro, composto appunto da UDC, Margherita, e le aree di centro dei due schieramenti. Qualcuno è ancora nostalgico della vecchia “balena bianca”. Io sono più che indignato con chi vuole ancora una volta mischiare le carte in tavola per confondere gli elettori e stravolgere ormai la regola che si sta consolidando della politica dell’alternanza. Da questo blog si leva un monito verso quelle forze politiche che ancora una volta vogliono creare confusione per garantirsi le solite poltrone e i posti di governo. L’UDC dovrebbe essere più coerente verso i propri elettori ma lo stesso discorso vale per la Margherita e le altre forze “moderate” dell’opposizione che ancora una volta vogliono cambiare le regole del gioco. INDIGNIAMOCI, io voglio ancora poter “punire” chi governa male, viva l’alternanza

le infrastrutture 1

In ambiente, infrastrutture on 4 Dicembre 2005 at 20:17

Le infrastrutture, la politica e il territorio; come si fa a farle andare d’accordo? L’impresa è ardua; infatti, in più occasioni abbiamo assistito a delle vere e proprie sommosse popolari che si sono opposti alla realizzazione di grandi opere.  I movimenti spontanei, in realtà, non esistono, dietro ad ogni manifestazione c’è sempre un’organizzazione che tenta, nel bene o nel male, di agitare le masse, cavalcando l’onda emotiva.  In questi giorni stiamo assistendo agli eventi che ci arrivano dalla Val Susa, da lì deve passare il famoso corridoio 5 che collega l’alta velocità italiana a quella francese per poi attraversare la val padana attraversare altri stati dell’est e raggiungere la Russia. Da quel territorio dovrebbero poi, transitare  parte delle merci che attualmente viaggiano su gomma.

Io come per il ponte di Messina mi dico favorevole, le infrastrutture sono fondamentali per un paese che deve crescere. Tempo fa, leggevo un articolo che ne rievocava un altro, pubblicato a sua volta su l’Unità. L’articolo si riferiva alla costruzione dell’autostrada del sole, allora la posizione del quotidiano era nettamente sfavorevole, e addiceva che quella infrastruttura sarebbe servita solo ed esclusivamente per chi possedeva una macchia, allora in effetti era in pochi. Oggi, invece, sappiamo quanto sia importante l’A1, guai se non ci fosse, anzi forse andrebbe raddoppiata.

Ritornando alla TAV: cosa agita le masse, sicuramente l’investimento del  denaro pubblico, ha visto prendere posizione ai COBAS e ai CUB, i veri ispiratori della sommossa popolare, che sperano che questi soldi, invece di essere investiti per realizzare il traforo, siano dirottati verso il potenziamento della linea già esistente. Altro problema riguarda i detriti della lavorazione, quindi lo stoccaggio e lo smaltimento, la presenza di amianto e di uranio nella roccia, mette in serio pericolo la salute degli abitanti della valle.

La tensione è salita dopo la presa di posizione delle forze dell’ordine che hanno sgombrato di notte, gli accampamenti NO-TAV. Ne è nata una manifestazione che però ha visto mischiare in mezzo alla gente gli  anarchici, i quali hanno sfruttato la situazione per infrattare e distruggere tutto ciò gli sia capitato a tiro.