La Redazione

Posts contrassegnato dai tag ‘scuola’

Con la Gelmini rischiano di scomparire gli istituti professionali e i tecnici

In impresa lavoro, politica, scuola, studenti e adolesceti on 17 Settembre 2008 at 14:27

Ecco come per magia ricomparire il fantasma della riforma Moratti e per l’ennesima volta la scuola superiore ricomincia ad entrare in agitazione. A riesumare quella riforma bocciata da Scuola, Confindustria, Studenti e Società Civile, c’ha pensato nientepopodimeno che il ministro Gelmini: “Riprenderemo il sistema dei licei previsto dalla Moratti, Read the rest of this entry »

Tuttoscuola anticipa le possibili mosse del ministro Gelmini

In attualità, politica, scuola on 15 Settembre 2008 at 21:34

Tuttoscuola del 15 settembre 2008 riassume quelli che potrebbero essere le novità del piano di razionalizzazione della spesa scolastica che intende introdurre il Governo Berlusconi:

Nei prossimi giorni il ministro della pubblica istruzione Mariastella Gelmini presenterà ai sindacati il piano programmatico per gli interventi di razionalizzazione del sistema di istruzione secondo l’articolo 64 della legge 133/2008.

Il piano non tratta solo di ritorno al maestro unico e di riduzione degli orari di lezione, che hanno monopolizzato il dibattito di questi giorni, ma investe anche altri aspetti con forte ricaduta sugli assetti ordinamentali ed organizzativi del sistema educativo. Eccoli. Read the rest of this entry »

Appello – Ripristinate anche il “ceffone educativo” e le “bacchettate”

In attualità, politica, precari, rsu, scuola, sindacati, studenti e adolesceti on 10 Settembre 2008 at 22:39

Oggi sono stato a Torino per partecipare ad una riunione sindacale rivolta alle RSU. L’argomento trattato riguardava le novità in materia scolastica e il maldestro tentativo del governo di definire riforma i corposissimi tagli all’Istruzione italiana. Ai distratti, soprattutto precari, ricordo che questo governo, nei prossimi tre anni, taglierà 87 mila docenti Read the rest of this entry »

Tagli alla scuola, ci scrive un docente

In politica, scuola on 5 Settembre 2008 at 22:05

Il mondo della scuola è in agitazione a causa dei pesanti tagli operati da questo governo che stranamente si ostina a chiamarli riforma. A tal proposito ci ha inviato una riflessione il prof. Marco Sansoè che pubblichiamo qui di seguito.

Ecco che avanzano “i tuttologi”. Con passo certo e disciplina, senza confronto con alcuno, entrano nella scuola. Dopo aver invaso la televisione, per decreto saranno incarnati nel maestro unico. Read the rest of this entry »

Tagli alla scuola, ci scrive un docente

In politica, rsu, scuola, sindacati on 5 Settembre 2008 at 14:08

Il mondo della scuola è in agitazione a causa dei pesanti tagli operati da questo governo che stranamente si ostina a chiamarli riforma. A tal proposito ci ha inviato una riflessione il prof. Marco Sansoè che pubblichiamo qui di seguito.

Ecco che avanzano “i tuttologi”. Con passo certo e disciplina, senza confronto con alcuno, entrano nella scuola. Dopo aver invaso la televisione, per decreto saranno incarnati nel maestro unico. Read the rest of this entry »

Bossi e… le sue minchiate!

In politica, scuola on 21 Luglio 2008 at 22:09

Il Senatur da tempo ci ha abituati ad esternazioni a dir poco ridicole, ma tutto sommato se fosse un cittadino qualunque potremmo anche riderci su. Peccato però si tratti di un ministro, un ministro della Repubblica italiana che dovrebbe rappresentare tutto il Paese. Le ultime sue esternazioni riguardano gli insegnanti, quelli del “Sud che rubano i posti a quelli del Nord. E secondo lui questi insegnanti dovrebbero insegnare nelle loro regioni di provenienza. MAGARIIII rispondono in coro tali insegnanti, magari. Perchè A Bossi qualcuno dovrebbe spiegare che proprio tali insegnanti hanno contribuito e contribuiscono ad istruire proprio il suo popolo, il popolo padano del Nord! Quando i padani alla scuola preferivano la fabbrica, le intelligenze del SUD hanno colmato tale vuoto. Ma lui è poco attento o… poco preparato, altrimenti non parlerebbe così!

Caro Ministro Gelmini, la Scuola non è solo un servizio!

In attualità, impresa lavoro, politica, precari, rsu, scuola, studenti e adolesceti on 25 Giugno 2008 at 22:58

La scuola e’ prima di tutto un servizio, di cui dobbiamo abituarci a contenere i costi…‘. Ci ri-siamo, ahimè! La Scuola è di nuovo sotto assedio. La scure del governo si sta abbattendo con violenza sulla qualità della formazione dei nostri ragazzi. Perchè mi piacerebbe capire come può aumentare l’efficenza del servizio riducendo drasticamente il personale docente. Perchè un conto è insegnare in una classe con 25 studenti, un altro conto è trovarsene una con 30 e passa ragazzi bisognosi di spiegazioni. Ma la cosa più sconcertante è apprendere dalle parole del ministro che la definizione per antonomasia della scuola sarebbe un “servizio”.

L’ultimo regalo di Prodi: 1000 disoccupati in più tra il personale ATA

In economia e finanza, impresa lavoro, politica, precari, rsu, sindacati on 20 Aprile 2008 at 14:52

Ecco l’ultimo “regalo” del governo Prodi e del ministro Fioroni: con un decreto interministeriale che definisce gli organici del personale ATA per il 2008/2009, in stesura in questi giorni, si prevede i un ridimensionamento complessivo di 1000 posti (310 assistenti amministrativi in meno, 291 aiutanti tecnici, 399 collaboratori scolastici). I tagli saranno così suddivisi: 151posti in meno in Campania, 150 in Sicilia, 132 in Puglia e meno consistenti al nord 24 in Emilia-Romagna, 46 in Piemonte e 67 in Lombardia. Una penalizzazione verso quelle regioni più “assetate” di lavoro. L’opera di “taglio” del governo Prodi, come riporta La Tecnica della Scuola, ha radici ben più lontane già in Finanziaria del 2007, approvata nel dicembre 2006, prevedeva un ridimensionamento degli organici ATA nella misura di 7 mila posti; in realtà nel 2007/2008 il taglio è stato di “soli” 4.000 posti e per questo motivo con la finanziaria del 2008 il Governo ha deciso di distribuire su tre anni i 3.000 posti da sopprimere. Adesso, i Ministeri  dell’Istruzione e dell’Economia non possono fare altro che dare attuazione ad una precisa disposizione di legge voluta sì dal Governo, ma approvata anche dalla maggioranza del Parlamento. Attualmente i posti in organico del personale ATA sono complessivamente 252.661; per il 2010/2011 dovranno scendere a 249.661. Se Bertinotti e compagni avessero ancora qualche dubbio sulla loro non elezione possono iniziare ad analizzare questi provvedimenti dove in calce e in bella vista è apposta la firma della sinistra radicale e di tutta quella pseudo-sinistra democratica che predicava bene, ma che razzolava male. L’unica speranza per questi 1000 padri di famiglia è un decreto legge che annulli di fatto quei provvedimenti. In questa fase politica ci pare assai improbabile che venga emanato (il governo non si è ancora insediato ecc…) e poi bisogna capire se ci sia la volontà politica di un eventuale intervento. Soprattutto ci piacerebbe conoscere la posizione della Lega visto che ultimamente sostiene di rappresentare ergo difendere i lavoratori.

Le scuole romane dicono NO all’O.M. 92 e il 9 maggio scioperano.

In attualità, mondo giovanile, politica, precari, rsu, scuola on 20 Aprile 2008 at 09:53

Cresce il movimento NO O.M 92”, la sciagurata ordinanza voluta dal ministro Fioroni che ha stravolto in corso d’anno scolastico la programmazione delle scuole italiane. Da semplice movimento si è trasformato in “Coordinamento scuola pubblica” e il nucleo fondante è costituito da docenti e personale ATA del Liceo Mamiani di Roma. I rappresentanti del Coordinamento ci fanno sapere che il 9 maggio parteciperanno allo sciopero indetto dai COBAS – Scuola mentre a Roma la protesta si sta allargando a macchia d’olio coinvolgendo altri istituti tra i quali il classico di Prati, il Tacito, l’Albertelli e il Visconti. Inoltre, in seguito ad un’Assemblea dove è stata approvata una mozione, i membri del Coordinamento hanno dichiarato che la protesta non si fermerà fino a quando non sarà ritirata l’Ordinanza e il 9 maggio sciopereranno assieme ai genitori e agli alunni.
Intanto l’Unione degli studenti ha annunciato mobilitazioni per il 21 e 22 aprile.

Lo sciopero della scuola, il corteo.

In curiosità, politica, precari, scuola, sindacati on 27 Marzo 2008 at 18:31

Siete mai stati ad uno sciopero? Se non ci siete mai stati vi ci portiamo noi e vi mostriamo come protestano i comitati di Base quelli che in televisione vengono dipinti come facinorosi e “inkazzati neri”, ops rossi. Buona visione.

La Mc Donald’s sale in cattedra!

In alimentazione, arte e cultura, attualità, curiosità, scuola on 29 Gennaio 2008 at 13:56

Quando mi sono imbattuto in questo articolo credevo si trattasse del famoso “pesce d’aprile”, magari anticipato di qualche mese, ma sempre un “pesce d’aprile”. Invece no! E’ tutto tristemente vero. In Gran Bretagna (sempre lì poi…) è stato istituito il Diploma di Maturità in hamburger, proprio così in hamburger, perché li sono bravi a prepararlo, ma secondo voi chi sarà la compagnia accreditata come istituto di formazione abilitato a rilasciare il titolo? Ovvio, la MC Donald’s. La multinazionale americana dunque sale in cattedra e prepara al gusto gli ignari studenti inglesi, che ad onor del vero il loro non è poi un gusto così raffinato. Una sorta di omologazione del gusto dell’hamburger che da lì conquisterà sempre più il mondo. E non mi stupirei se tra qualche anno la nostra cara (esterofila) Italia, importerà questa moda anche da noi. Occhio vigile, l’omologazione del gusto è sempre più vicina e noi non abbiamo i potenti mezzi delle multinazionali per arginarla.

Gli ITP sopravviveranno alla riforma Fioroni?

In impresa lavoro, politica, rsu, scuola on 25 Novembre 2007 at 20:54

In questi mesi al ministero della Pubblica Istruzione sono a lavoro diverse commissioni composte da tecnici che “segretamente” stanno preparando la riforma della scuola targata centro-sinistra. Il ministro indirettamente ha fatto sapere che tale riforma appena approvata farà molte vittime. Sul campo di “battaglia” resteranno diversi morti e feriti, ovvero molti docenti perderanno la loro cattedra, il loro posto di lavoro. La riforma creerà molti soprannumerari. Proprio quest’ultimi volenti o nolenti saranno costretti ad una riconversione forzata frequenteranno corsi intensivi e saranno convertiti anche su posti di sostegno. A questo punto è lecito domandarsi quali siano le reali intenzioni del governo nei confronti dei docenti di laboratorio. Il rischio di una nuova scure pare materializzarsi. Gaetano Passarelli, Insegnante Tecnico Pratico e membro della segreteria nazionale del Coordinamento ITP esorta i colleghi alla mobilitazione in difesa del proprio posto di lavoro. “Ritengo – scrive Passarelli - che se davvero il Ministro vorra’ dare seguito a quanto detto, nei prossimi mesi ci giocheremo il nostro futuro professionale. Qui si decide cosa faremo, come lo faremo e chi lo farà.” Il docente si riferisce ad una frase del ministro Fioroni che riporto: “andando probabilmente a rivedere *materie* […] e *classi di concorso* (quelle più attinenti verranno accorpate anche per consentire passaggi più agevoli sulle cattedre libere per i docenti soprannumerari).” Gli ITP sono in allerta ormai da anni. In Italia sono circa 30 mila i Docenti di Laboratorio che quotidianamente contribuiscono alla formazione di centinaia di miglia di studenti italiani, una risorsa indispensabile per le scuole tecniche e professionali.

Dopo il 20 ottobre, l’appello di Marco Sansoè segretario provinciale del PRC

In politica on 24 Ottobre 2007 at 22:28

Marco Sansoè è un mio valido collega impegnato politicamente in Rifondazione Comunista, mi ha inviato via mail l’appello/riflessione che segue.

Mentre milioni di giovani affrontano tutti i giorni la propria condizione incerta di studenti poco qualificati, spesso ignoranti, in attesa di diventare disoccupati e precari; di disoccupati o occupati precari per molti anni o per sempre; di occupati a tempo indeterminato in equilibrio sull’asse di un economia (capitalistica) sempre più incapace di produrre, e distribuire, ricchezza.  Mentre accade tutto questo la politica parla di se stessa, discute della propria onestà e si fa guerra per darsi una patente di rispettabilità, inseguendo il sogno della sicurezza totale, della giustizia giusta: un orgia autoreferenziale e impotente!

Troppo facile e stupido chiedere “giustizia e ordine” in un mondo in cui regnano ingiustizia sociale e sperequazioni sempre più evidenti, che riempiono le carceri di disperati che vi restano perché poveri.

Mentre l’evasione fiscale, lo “strozzinaggio” bancario, l’indifferenza per le sorti dell’ambiente, la ricerca esasperata della riduzione del costo del lavoro sono gli strumenti utili per rafforzare il peso economico dell’impresa, che non sa investire, che non sa innovare ma chiede “flessibilità” che vuol dire “precarietà”. Mentre questa appare la sola strada per raggiungere il potere economico… accade che Di Pietro e Mastella litigano di “giustizia e ordine”, il governo vara un “piano sicurezza”, all’unico scopo, i primi di rubarsi gli elettori, il secondo di contenere la perdita di consensi !

Non c’è un progetto, non c’è discontinuità con le politiche economiche del passato. Si fa finta di ascoltare ma ci si guarda la pancia, si fa bassa ragioneria invece di programmazione politica, si risparmia invece di investire, si contraggono i salari e gli stipendi invece di allargare l’accesso ai consumi, si fa della “legalità” ipocrita invece della solidarietà… Read the rest of this entry »

Pronto il decreto per le immissioni in ruolo del personale della Scuola.

In precari, rsu, scuola on 30 Giugno 2007 at 15:33

Dalle indiscrezioni che giungono dal Ministero della Pubblica Istruzione pare che sia stato messo appunto il decreto che stabilisce i contingenti delle immissioni in ruolo. Sarà emanato nei primi giorni della prossima settimana, questa è una buona notizia per i tantissimi precari della scuola, anche se si aspettavano forse maggior coraggio da parte del governo. Le immissioni in ruolo riguarderanno 50 mila docenti e 10 mila ATA. A quanto pare però il grosso delle immissioni in ruolo per il prossimo anno scolastico riguarderà le la scuola media che si accaparrerà 12.766 posti, alla primaria invece spetteranno 12.521 cattedre, la superiore dovrà accontentarsi di soli 12.427 posti. La scuola dell’infanzia (ex materna) conterà invece su 6.342 cattedre, 5.669 sarà destinato ai docenti per il sostegno e il personale educativo degli Educandati e dei Convitti nazionali saranno potrà spartirsi 275 cattedre. Per quanto concerne il personale ATA il grosso in questo caso sarà destinato ai bidelli che potranno contare su 7 mila posti, i 3 mila rimanenti saranno sudditi agli amministrativi e ai tecnici. Le regioni che avranno maggiori posti saranno: Lombardia (7.381), Campania (5.635) e Sicilia, complessivamente sarà il nord ad accaparrarsi il numero più consistente di posti. Il decreto dovrebbe contenere una novità che avvantaggia i precari, così come ha dichiarato il sottosegretario Bastico: “Le nuove assunzioni punteranno ad assumere esclusivamente insegnanti non di ruolo. Ciò sarà possibile affiancando ai legittimi passaggi di cattedra, altrettanti posti per i docenti precari

CGIL, CISL e UIL servi del governo!

In dittatura e censura, politica, precari, rsu, scuola, sindacati on 30 Maggio 2007 at 13:54

Lo diciamo da tempo che CGIL, CISL e UIL non fanno più gli interessi dei lavoratori, ma sono concentrati soprattutto a portare a casa risultati che privilegiano gli interessi del sindacato e della futura carriera politica dei loro dirigenti. La prova di quanto affermiamo la troviamo fresca fresca nel contratto appena siglato con il governo amico: L’aumento mensile medio lordo previsto per il pubblico impiego (che avrebbe dovuto riferirsi al biennio contrattuale 2006-2007) è di 101 euro (aumento netto circa 60 euro medi), con un incremento percentuale che copre a malapena la metà dell’inflazione reale del biennio.

Ma, come se non bastasse, per avere i 60 euro netti (101 lordi) bisognerà attendere la Finanziaria 2008, e a quel tempo gli arretrati verranno dati chissà quando e con decorrenza solo dal 1° febbraio 2007, con il furto di 13 mesi di aumenti contrattuali. (fonte COBAS)“. Addirittura molto meno di quanto si era concluso con il governo “nemico” dei lavoratori guidato da Berlusconi. Le brutte sorprese non finiscono qui: “i sindacati concertativi hanno accettato la triennalizzazione “sperimentale” del contratto nel pubblico impiego con una ulteriore perdita economica rilevantissima per le lavoratrici ed i lavoratori (rapina di un ulteriore anno di aumenti).

Si torna, quindi, ai vecchi contratti triennali degli anni ‘80 con una “piccola” differenza per i lavoratori data dal fatto che allora avevamo la scala mobile con cui si copriva integralmente l’inflazione effettiva e le risorse dei contratti andavano oltre gli aumenti della cosiddetta contingenza.

Avremo quindi anche la nuova scala mobile sperimentale? Questo l’accordo non lo dice e pensiamo che tale argomento non sia nei pensieri dei firmatari di questa ennesima vergogna. (Bernocchi, portavoce nazionale COBAS)”. Dunque c’è poco da stare allegri. La cosa che fa riflettere è che, paradossalmente, con il precedente governo i lavoratori si sentivano più tutelati perché le sigle sindacali nella loro azione politica contro il governo difendevano per quanto possibile i lavoratori e i loro contratti, cosa che non hanno più fatto con questo esecutivo. Qualcuno sostiene che CGIL, CISL e UIL abbiano portato a casa un ottimo risultato: questo qualcuno mente sapendo di mentire!

la vergognosa censura ai danni dei COBAS-Scuola

In attualità, dittatura e censura, politica, rsu, scuola on 29 Maggio 2007 at 15:07

Certamente Nicola Giua non gode della stessa fama di Marco Pannella, forse proprio per questo che i media non si interessano della sua protesta. E dire che da diversi giorni, proprio come ci ha abituati Pannella, anche lui sta facendo lo sciopero della fame per protestare contro una legge bavaglio che impedisce ai Cobas-Scuola di indire Assemblee con i lavoratori. Si, perché Nicola Giua è un componente dell’Esecutivo Nazionale dei Cobas-Scuola, uno tra quelli che credono ancora nel sindacato e sono disposti a mettere in serio pericolo la propria vita per difendere un’idea di società e i diritti dei lavoratori, sindacalisti così ormai sono diventati merce rara. In effetti è davvero paradossale che un governo di centro-sinistra non tenga conto che un esponente di un sindacato minore rivendichi la libertà di espressione, ma ancor di più risulta incomprensibile la guerra che stanno facendo le potenti sigle concertative contro un sindacato, quello dei COBAS, che a confronto è solo un topolino. Cosa temeranno mai? Nicola Giua – come riporta un comunicato ufficiale dei Cobas-Scuola – porta avanti la sua battaglia su un camper in Piazza SS. Apostoli sotto la sede dell’Unione. Ciononostante i SENZA VERGOGNA sindacali e ministeriali continuano ad inviare DIKTAT minacciosi ai (pochi peraltro) Dirigenti Scolastici che democraticamente ancora accolgono le nostre richieste di Assemblea Sindacale in orario di servizio. Allego, a tale riguardo, la nota del 17 maggio 2007 dell’ineffabile Direttore Scolastico Regionale del Lazio Bruno Pagnani il quale (previa segnalazione di chissachì) ricorda a tutti i DS ed ai Dirigenti degli Uffici Scolastici Provinciali (ai quali chiede di vigilare affinchè vengano “evitati gli episodi segnalati” – così chiama le assemblee COBAS – “episodi”) qual è la “normativa” sul diritto di assemblea in orario di servizio. COMPLIMENTI!!! In queste poche righe è contenuta tutta l’amarezza di una sigla sindacale che continua a crescere fra i lavoratori, ormai delusi dalle scelte politiche operate quotidianamente dai fratelloni maggiori, che somigliano sempre di più a società di servizi e sempre meno a difensori dei diritti dei lavoratori. Per chi volesse leggere la nota integrale dei COBAS lo può fare collegandosi a questo [link]

L’ora di Religione non è materia curricolare, lo sancisce il TAR del Lazio

In attualità on 27 Maggio 2007 at 17:31

Con l’ordinanza ministeriale 26 del 2007 il ministro dell’Istruzione, in accordo con il governo, introduceva il concetto di equivalenza della religione alle altre materie in sede di scrutini di ammissione alla maturità. In altre parole per la prima volta l’ora di religione cattolica veniva considerata come disciplina curricolare e pertanto il voto contribuiva a costituire la media finale dei voti degli studenti sancendone dunque l’eventuale promozione o la bocciatura. Alla circolare si sono opposti attraverso un ricorso al TAR del Lazio la Flc-Cgil e una serie associazioni laiche. Il Tribunale Amministrativo laziale ha accolto la richiesta di sospensiva dei punti 13 e 14 dell’articolo 8 della suddetta ordinanza sancendo che l’insegnamento della religione rimane “una materia extracurriculare” che non può concorrere a formare credito scolastico: ciò di fatto renderebbe non operative le indicazioni del ministero della Pubblica Istruzione che vanno quindi cautelativamente sospese. Ennesimo colpo di scena di una storia infinita. La vicenda – come riporta La Tecnica della Scuola – vede schierate da un parte il sindacato e le associazioni laiche, convinte dell’inammissibilità del voto ai fini della bocciatura, promozione o ammissione agli esami di stato di uno studente; dall’altra le associazioni cattoliche, che nel sostenere il contrario si sono sentite ‘rinvigorite’ da alcune recenti indicazioni favorevoli del ministero della Pubblica Istruzione. L’ultima era rappresentata proprio dall’ordinanza firmata dal ministro Fioroni a marzo, la quale prevedeva che la frequenza all’insegnamento della religione cattolica o dell’attività alternativa costituisse elemento di attribuzione in sede di scrutinio finale del credito scolastico utile per l’ammissione e per la valutazione finale nell’esame di Stato. Secondo la Flc-Cgil questa interpretazione rischiava però fortemente di smentire la sentenza n. 13 della Corte costituzionale risalente al 1991. La mia posizione in merito alla vicenda è la seguente: l’ora di religione cattolica dovrebbe “evolversi” in ora di Storia delle Religioni, peraltro già insegnata da molti insegnanti di religione, e resa obbligatoria a tutti gli studenti.

L’ora di Religione non è materia curricolare, lo sancisce il TAR del Lazio

In arte e cultura, chiesa, politica, scuola on 27 Maggio 2007 at 14:29

Con l’ordinanza ministeriale 26 del 2007 il ministro dell’Istruzione, in accordo con il governo, introduceva il concetto di equivalenza della religione alle altre materie in sede di scrutini di ammissione alla maturità. In altre parole per la prima volta l’ora di religione cattolica veniva considerata come disciplina curricolare e pertanto il voto contribuiva a costituire la media finale dei voti degli studenti sancendone dunque l’eventuale promozione o la bocciatura. Alla circolare si sono opposti attraverso un ricorso al TAR del Lazio la Flc-Cgil e una serie associazioni laiche. Il Tribunale Amministrativo laziale ha accolto la richiesta di sospensiva dei punti 13 e 14 dell’articolo 8 della suddetta ordinanza sancendo che l’insegnamento della religione rimane “una materia extracurriculare” che non può concorrere a formare credito scolastico: ciò di fatto renderebbe non operative le indicazioni del ministero della Pubblica Istruzione che vanno quindi cautelativamente sospese. Ennesimo colpo di scena di una storia infinita. La vicenda – come riporta La Tecnica della Scuola vede schierate da un parte il sindacato e le associazioni laiche, convinte dell’inammissibilità del voto ai fini della bocciatura, promozione o ammissione agli esami di stato di uno studente; dall’altra le associazioni cattoliche, che nel sostenere il contrario si sono sentite ‘rinvigorite’ da alcune recenti indicazioni favorevoli del ministero della Pubblica Istruzione. L’ultima era rappresentata proprio dall’ordinanza firmata dal ministro Fioroni a marzo, la quale prevedeva che la frequenza all’insegnamento della religione cattolica o dell’attività alternativa costituisse elemento di attribuzione in sede di scrutinio finale del credito scolastico utile per l’ammissione e per la valutazione finale nell’esame di Stato. Secondo la Flc-Cgil questa interpretazione rischiava però fortemente di smentire la sentenza n. 13 della Corte costituzionale risalente al 1991. La mia posizione in merito alla vicenda è la seguente: l’ora di religione cattolica dovrebbe “evolversi” in ora di Storia delle Religioni, peraltro già insegnata da molti insegnanti di religione, e resa obbligatoria a tutti gli studenti.

Monta lo sconforto tra gli ITP

In attualità, politica, precari, rsu, scuola, sindacati, studenti e adolesceti on 30 Aprile 2007 at 19:36

Le ultime notizie dal fronte ministeriale relative ai tagli immotivati delle classi di concorso C510 e C500 degli istituti alberghieri, stanno gettando nello sconforto migliaia docenti di laboratorio. La mia casella di posta è zeppa di mail di colleghi che chiedono informazioni, qualcuna rassicurazioni, ma la maggior parte sono lettere di sconforto proprio come questa che mi ha inviato Roberto.
Salve a tutti, io e mia moglie siamo 2 ITP inseriti nelle graduatorie c510 e c500 e lavoriamo in terza fascia d’ istituto da 4 anni. 4 anni sono lunghi dunque ti illudi che bene o male nessuno ti caccerà dal posto di lavoro.  Così oltre a sposarmi, oggi ho anche un figlio. Ma nella scuola ormai tutto è possibile e così con un colpo di spugna queste classi di subiscono gravi tagli o scompaiono del tutto. - Il professore continua – Neanche un privato licenzierebbe in questo modo e poi se proprio si deve tagliare ,siamo sicuri che in Italia è il settore turistico e della ristorazione a pagare il prezzo più alto? Comunque continuerò a mettere passione nel mio lavoro con o senza la scuola,mi piacerebbe però poter dire queste cose al ministero perchè non voglio credere che per loro continuiamo ad essere solo dei un numeri. Sono pronto a mettermi in prima fila come esempio del risultato di tagli azzardati e privi di senso. Mi chiamo Roberto ed il mio numero di tel. è 3294025XXX. Per il rispetto della privacy ho preferito oscurare gli ultimi tre numeri del suo telefono cellulare; metto a disposizione il mio spazio per raccogliere tutte le proteste da parte dei docenti di laboratorio vittime di questa scellerata politica. Unendo le forze rimanderemo al mittente il vile tentativo di fare fuori una categoria di seri professionisti. Forza ITP!

Per aderire alla protesta collegativi a questo [ LINK ]

Tagli indiscriminati e sempre ad opera degli stessi politici.

In attualità, politica, precari, rsu, scuola, sindacati on 29 Aprile 2007 at 21:46

In questi giorni i docenti di laboratorio degli istituti professionali sono in fermento a causa dei tagli privi di logica, se non per mero risparmio, delle ore di didattica laboratoriale. I più colpiti ancora una volta sono gli ITP delle scuole alberghiere che in alcuni casi perderebbero le ore di insegnamento (vedi classe di concorso C510). Grazie al prof. Marsala abbiamo ricostruito la situazione prima del nefasto progetto 92. Vediamo nel dettaglio le ore di attività tecnico-pratica che si svolgeva prima di tale progetto negli istituti alberghieri.

Sin dal primo anno come al secondo e al terzo erano previste 12 ore di sala,  3 ore di bar e ancora altre 3 ore di tecnica professionale.

Sommando queste ore si potrebbe dire che era  una cattedra completa di 18
ore anche se venivano svolte spesso da più docenti. Lo stesso era per cucina/pasticceria, e per ricevimento / portineria. Read the rest of this entry »

Il governo si accanisce sugli ITP e sui professionali, ecco i tagli.

In politica, precari, rsu, scuola, sindacati on 28 Aprile 2007 at 13:43

Nel post precedente ho parlato di tagli e diminuzioni delle ore di didattica nei laboratori negli istituiti professionali e in particolare negli alberghieri. Per dare un esempio della mannaia che si sta per abbattere su questi docenti e sulla loro preziosa didattica pubblico qualche numero: la materia specifica laboratoriale di SALA-BAR (classe di concorso C510) sparirebbe, la materia di tecnica ed esercitazioni pratiche di cucina ( classe di concorso C500) subirebbe un taglio del 50% dell’orario attuale e la materia di Laboratorio di Ricevimento (classe di concorso C520) soffrirebbe una riduzione di n. 1 ora settimanale. Stessa sorte subiranno altre classi di concorso sia della Read the rest of this entry »

Insegnanti o pecoroni?

In politica, precari, scuola on 17 Marzo 2006 at 10:55

In tutta la fase che vedeva la nascita della riforma Moratti, gli insegnanti tecnico pratici italiani, si sono mossi alle prime avvisaglie di pericolo. In quasi tutte le province italiane, hanno costituito dei coordinamenti spontanei e trasversali con lo scopo di difendere quel segmento importante della didattica scolastica che è rappresentato dai laboratori. Ad oggi non si sa se lo scopo è stato raggiunto, certo è che non si sono risparmiati in campagne di fax, e-mail, interviste radiofoniche, televisive, scioperi, articoli su tutte le testate e portali che si occupano di scuola. Forse qualcosa rispetto alla prima stesura è cambiata, il ministro oggi parla di didattica del saper fare (noi diciamo didattica nei laboratori) per la prima volta è specificato che i licei saranno caratterizzati da indirizzi che comprenderanno attività professionalizzanti. Questo significa che la figura del docente tecnico pratico sarà mantenuta? Questo è quello che sperano circa 35.000 insegnanti italiani, qualcosa di più, però, poteva essere fatto se solo il ministro avesse realmente interpellato le figure che da sempre  nella scuola vi operano:gli insegnanti. Non possono dire la stessa cosa i “dotti” di Diritto, questi quasi tutti avvocati, dunque bravi nel difendersi (?) non sono riusciti neanche a coordinarsi per rispedire al mittente una riforma che, di fatto, gli dimezza le ore di lezione e cosa più grave priva gli studenti della cultura giuridica.  Hanno avuto un po’ di fortuna in più i docenti di educazione fisica. Questi addirittura hanno rievocato le attività sportive dei “balilla” nel periodo fascista, dunque, hanno colpito nell’orgoglio la componente di destra governativa. Hanno avuto successo, il monte ore settimanale è stato aumentato di un’ora, restituendogli quanto gli avevano tolto.  Insegnanti, dunque teste pensanti o pecoroni? Il dubbio mi assale quando assisto inerme, alle votazioni dei Collegi dei Docenti. Luogo nel quale, si governa la sede scolastica, ebbene il più delle volte si votano provvedimenti che danneggiano, di fatto, gli stessi votanti, quasi a limite dell’autolesionismo. Si è votato (sotto suggerimento RSU) di recuperare i famigerati “10 minuti” attraverso la sostituzione di colleghi assenti, stravolgendo il contratto collettivo nazionale che in realtà prevede altro.  Ma non solo, attraverso questa pratica si contribuisce volontariamente e senza compenso, alla copertura dei posti vacanti, togliendo anche la possibilità di lavorare ai giovani supplenti. Dunque, insegnanti non più “pensatori” ma “pecoroni”? Tutti pronti ad alzare la mano (votare) pur di uscire dal Collegio e senza rendersi neanche conto di cosa hanno votato (pecoroni?)! Allora mi domando se gli insegnanti (vedi quelli francesi) avessero lottato di più per fermare la riforma della scuola, forse oggi parleremmo d’altro. Le belle teste pensanti, forse si sono lasciati sopraffare dalle problematiche giovanili al punto da non capire che ciò che si è approvato frantuma e impoverisce la scuola? E’ possibile che chi ha più titoli meno riesce a fotografare la propria realtà lavorativa? Allora bravi ITP, non solo attraverso il fare (pratico) riuscite ad appassionare i ragazzi ma soprattutto per aver avvertito per tempo il pericolo e per aver cercato di fermare ciò che, di fatto, impoverisce la scuola pubblica!

La sperimentazione forzata

In scuola on 6 Marzo 2006 at 10:51

Questi sono giorni cruciali per la scuola superiore italiana, da parte del ministero è partita una pressione a tutto campo con lo scopo di avviare la sperimentazione della riforma della scuola Moratti. I Dirigenti Regionali stanno esercitando tutte le loro forze sui Dirigenti d’Istituto che a loro volta convocano i Collegi dei Docenti e propongono di votare a favore della sperimentazione. Ma analizziamo, nel merito, alcune questioni:

  1. La sperimentazione è illegittima perchè l’accordo firmato tra Moratti e Regioni prevedeva l’avvio di quest’ultima nell’anno scolastico 2007-2008.
  2. Pensare che la sperimentazione possa salvare la propria scuola e il proprio posto di lavoro, argomentazioni queste spesso utilizzate da alcuni dirigenti pro riforma per cercare di convincere i docenti a sperimentare, non ha nessun tipo di fondamento. Per intenderci, se un ITIS decide di sperimentare un indirizzo di liceo tecnologico, la cosa in sé non dà certezze per il futuro sul fatto che possa continuare a farlo anche se e quando la riforma andrà a regime. Una riforma delle scuole superiori implica cambiamenti tali da imporre una radicale riorganizzazione della rete scolastica da parte di Province e Regioni. L’aver già sperimentato un indirizzo per un anno sarà sicuramente l’ultimo dei parametri che verranno presi in considerazione per l’organizzazione dell’offerta formativa sul territorio. Quindi anche da questo punto di vista il rischio sperimentazione è elevatissimo.
  3. Le scuole che decideranno di sperimentare il sistema dei licei devono essere consapevoli del fatto che saranno complici del MIUR nella realizzazione dello scellerato progetto di distruzione dell’istruzione professionale. Con la riforma l’istruzione professionale viene definitivamente espulsa dal sistema di istruzione per essere inserita in quello della formazione. Questo deve essere assolutamente evitato.

politico o sindacalista?

In mondo giovanile on 2 Marzo 2006 at 10:45

La possibile vittoria dell’Unione data dai sondaggi, sta facendo affilare le armi a chi in questi anni ha fatto solo sindacato: la CGIL. In altri tempi e con altri governi era abituata a scrivere le leggi assieme ai politici e spesso non proprio favorevoli ai suoi iscritti, in cambio gli era dato più di un contentino: gestione fondi pensione (13 miliardi di euro annui), corsi vari, cooperative, incarichi in commissione e tutto ciò che serviva per acquisire prestigio e potere. Ricordiamo alcune delle famose leggi varate con il loro consenso: Riforma delle pensioni Dini; la liberalizzazione del TFR; legge Treu; riforma della scuola Berlinguer. Leggi che hanno massacrato lo stato sociale e hanno creato mostri come i CO.CO.CO. Cooperative di servizi varie (5 euro all’ora per gli addetti), il famoso concorsaccio partorito assieme a quell’asino di Berlinguer, per gli insegnanti e altre porcherie simili. In quel tempo per fortuna c’era chi si era opposto alla politica consociativa e aveva fatto realmente sindacato sul campo: I COBAS.  Lo scenario di un possibile cambio d’esecutivo, ha fatto si che quel sindacato amico della sinistra, ma non di tutta per fortuna, uscisse allo scoperto, attraverso il suo segretario Epifani offre al nuovo governo un “accordo di legislatura” che prevede a dire il vero alcuni spunti interessanti come l’abrogazione della riforma Moratti, la cancellazione della legge 30, un ripristino della giustizia fiscale e altre leggi che sono state contestatissime dai lavoratori. Non v’è dubbio da parte di nessuno che le richieste della CGIL sono legittime e contengono un giusto fondamento peccato che somiglino ad uno spot propagandistico a favore dell’Unione con il possibile rischio di ritrovarci a dovere capire in quale posizione si schiera il sindacato più rappresentativo d’Italia: a favore dei lavoratori o dei palazzi del potere?

precarizzazione di massa!

In politica, precari on 17 Febbraio 2006 at 23:05

Con 393 voti a favore e 220 contro, la direttiva Bolkestein è stata approvata in prima lettura dal Parlamento Europeo, essa prevede la liberalizzazione dei servizi all’interno dei Paesi europei, i favorevoli sostengono che: eliminerà gli ostacoli alla libera circolazione dei servizi, favorendo la creazione di numerosi posti di lavoro e lo sviluppo dell’economia. I contrari dicono che: essa rientra nel più vasto e mondiale quadro di smantellamento legislativo delle difese e delle garanzie del lavoro, dei servizi pubblici, che procede attraverso i pilastri della mercificazione totale (il mercato ha bisogno di nuove merci e per questo scuola, sanità, cultura e informazione vanno trasformati nel business del 21 secolo e l’acqua nel “petrolio del futuro”) e del dumping globale del lavoro (il lavoro “da Terzo mondo” irrompe nel Primo per stroncare ogni difesa, dimezzare i costi e cancellare ogni “rigidità”).Cosi ad esempio si è arrivati allo stravolgimento degli orari di lavoro ma anche alla più crudele e totale deregulation del lavoro, quella operata nei trasporti marittimi, ove una super-Bolkestein ha già travolto ogni difesa, spostando tutte le sedi delle compagnie marittime di rilievo in paesi simil-Caiman ove l’assenza di ogni legislazione del lavoro (il vero senso del principio del paese di origine è questo: non il mitico idraulico polacco che “ruba” il posto al francese a prezzi  dimezzati, ma la compagnia francese che sposta la sua sede nelle Caiman e poi in Francia è svincolata dalla legislazione francese) consente oggi di assumere i lavoratori del mare “prelevandoli” da terrificanti book nei quali si può scegliere tra il marittimo francese contrattualizzato alla europea (intorno ai 1.300 euro mensili, pensione, mutua e ferie), il marittimo coreano con contratto Oil (minima copertura pensionistica e sanitaria, 700-800 euro mensili, pochi giorni di ferie) o il marittimo cambogiano (nessuna copertura di alcun tipo, 300-400 euro, licenziabili all’istante). E quale sia la scelta (al 70-80%) è intuibile. Liberismo sfrenato che punta a creare posti di lavoro o condizioni di schiavitù senza nessuna tutela per il lavoratore? Noi in Italia in piccolissima parte abbiamo vissuto le cosiddette riforme del lavoro, prima la famosa Treu che come sappiamo ha introdotto forme di contratto vergognosi come i famosi co.co.co e le famose cooperative di servizi che pagano gli addetti a 6 Euro l’ora per poi passare alla legge 30, meglio conosciuta come legge Biaggi che ha cancellato ogni forma di contratto stabile incrementando la precarizzazione ma mantenendo le “tariffe” nazionali. La Bolkestein, va oltre, una società di servizi che opera in Italia ma con la sede in Perù può pagare gli impiegati con le tariffe peruviane a prescindere dal Paese in cui opera.

le responsabilità a 14 anni

In bullismo on 30 Gennaio 2006 at 22:54

I nostri bambini oggi sono cresciuti nel limbo dell’irresponsabilità, non li abituiamo a pensare, non li aiutiamo forse a crescere. Le famiglie, da qualche tempo, delegano ad altri il ruolo dell’educatore: alla scuola, alla televisione, ai cartoni animati, ai video games. I ragazzi arrivano ai 14 anni convinti, a torto, che l’essere “minorenne” costituisca una specie di zona franca, che fino ai 18 anni sono protetti da qualsiasi conseguenza del loro agire. Ma non è così, a 14 anni c’è già il primo passaggio dall’irresponsabilità del bambino alla responsabilità dell’adolescente. Per esempio, il ragazzo, o la ragazza, che compie atti illeciti, comincia a risponderne personalmente davanti alla società. Il furto, lo spaccio di droga, gli atti di vandalismo, anche durante le partite di calcio, ma anche il bullismo, ossia l’aggressione verbale o fisica nei confronti di coetanei, il mancato rispetto del codice della strada, fino ad atti più gravi, comportano che lo stesso minore sia chiamato in giudizio. Certo, l’eventuale violazione sarà giudicata da un Giudice specializzato, il Tribunale dei Minorenni, ma questo non significa garanzia d’impunità, anzi aiuta l’adolescente a capire il limite e il senso delle regole sociali e l’eventuale punizione deve essere vista come una sorta di possibilità alla rieducazione alle regole ma che gli ha segnato in maniera indelebile la fedina penale.  Ecco perché il quattordicenne deve essere informato dei cambiamenti che la società gli impone appena valicati i quattordici anni, cosa che spesso le famiglie e a volte, ahimè, la scuola non fa. Gli episodi che vedono coinvolti gli adolescenti sono in continua crescita. Questo deve farci riflettere e nello stesso tempo interrogarci sui nostri comportamenti da adulti e le eventuali ripercussioni che possono avere sui nostri ragazzi.

Per gli altri approfondimenti cliccate quì, qui e quì

saranno mica razzisti i sindacati?

In sindacati on 27 Gennaio 2006 at 22:46

Si possono accusare di razzismo i sindacati? Probabilmente si, almeno di razzismo politico. In questi giorni in tutte le regioni italiane, si stanno svolgendo i Congressi sindacali, in cui si tirano le somme sull’anno appena trascorso, ad esempio: quante adesioni sono riuscite a racimolare per i fondi (scippo) pensioni che per essere incrementate hanno bisogno del TFR dei lavoratori, delle battaglie combattute (?) con i potenti, degli scioperi che alla fine hanno solo fatto perdere soldi ai lavoratori, nuove nomine in organico etc. etc. La GCIL per i suoi congressi regionali ha scelto con molta cura le sedi in cui tenerli e non si è fatta mancare nulla, da alberghi a cinque stelle ubicati in località rinomate, a fastosi pranzi e tutto ciò che poteva far stare bene i propri delegati. Il Congresso siciliano si è tenuto niente po po di meno che in uno splendido Hotel a Taormina  (chissà di cosa vivono i sindacalisti? ).  La triplice sindacale (CGIL CISL UIL) ha invitato la candidata alla presidenza della Regione per il centro-sinistra Rita Borsellino e gli hanno consegnato la prima tessera del candidato unitario. L’avversario politico nonché attuale governatore in carica Totò Cuffaro, non è stato invitato. E questo denunzia ancora una volta il caos dei ruoli nel nostro Paese: la Costituzione assegna compiti ben precisi e di autonomia nel proprio esercizio ai partiti, al Parlamento, al governo, alla pubblica amministrazione, alla magistratura, agli organi ausiliari, ai sindacati, alla cooperazione. Ma gli sconfinamenti sono di ordinaria amministrazione: la magistratura valica i confini delle sue competenze ed invade il campo della politica; la politica ritiene di condizionare l’ordine giudiziario con interferenze fuori luogo; i sindacati occupano gli spazi dei partiti; le cooperative vanno oltre le loro funzioni istituzionali ed assumono ruoli impropri di lucro e scalate alle banche. Nel caso siciliano addirittura hanno evidenziato una vera forma di discriminazione verso la carica più importante dell’Isola, saranno mica anche razzisti?

la politica lungimirante del ministro Moratti!

In politica, scuola on 23 Gennaio 2006 at 22:43

Quello che accade in Italia a volte, ha del tragicomico. A Milano come in altre realtà produttive del Paese, c’è una fortissima richiesta di personale diplomato specializzato. Le scuole, però, a causa delle scarse iscrizioni non riescono a soddisfare la richiesta delle aziende. Le maggiori specializzazioni che interessano il mondo del lavoro, sono i diplomati in ragioneria, informatica e discipline tecniche. Figure formate all’interno degli istituti tecnici e professionali  che stranamente hanno come nemico principale, niente po po di meno che lo stesso Ministero dell’istruzione. Infatti, le scarse iscrizioni e frequenza, è causata dalla tanto odiata riforma Moratti, guarda caso candidata proprio per la poltrona di sindaco a Milano, che prevede la licealizzazione di queste fondamentali tipologie di scuola. Le famiglie e gli stessi ragazzi, in un momento di assoluto caos, propendono per i percorsi liceali già esistenti, pregiudicandosi, forse, il futuro e prenotandosi l’iscrizione per uno dei 3000 corsi universitari. Com’è arcinoto, i titoli spendibili nel mondo del lavoro sono *solo* quelli rilasciati da un percorso scolastico svolto in un istituto che, oltre alle discipline teoriche, comprende delle ore di laboratorio. In questo caso gli studenti sperimentano sul campo quelle che sono i dettami della scienza e della tecnica. A prevedere questo importante segmento didattico sono gli istituti tecnici e professionali, quelli che fino ad aggi hanno contribuito a preparare personale tecnico molto preparato e tanto richiesto dal mondo del lavoro. Nonostante ciò, non riesco a capire se la Moratti, abbia voluto di proposito penalizzarli o se è stata solo ignoranza materia o politica, certo è, che ha gettato nel panico migliaia d’insegnanti, scuole, famiglie e studenti! Il colpo di “genio” però, rimane quello di azzerare, nella riforma, proprio i percorsi di studio che formano proprio le uniche figure che, subito dopo aver conseguito il titolo di studio, riescono ad inserirsi senza difficoltà nel mondo del lavoro; il che  dimostra con quale competenza hanno lavorato i saggi autori del testo di riforma.